3 luglio 2017

Recensione "Il Modigliani perduto" di Sergio Cova.

Sono passati circa due anni da quando ho letto Il piano del gatto di Sergio Cova. Mi aveva già fatto un'ottima impressione questo autore e con il suo nuovo libro, Il Modigliani perduto, mi ha definitivamente conquistata. Il suo modo di costruire la trama si è molto evoluto, se ne percepisce l'ingegno e la voglia di ricerca, il suo stile si è perfezionato, la scrittura è maturata.

Giacomo Maran, nuovo personaggio creato da Cova, mi è molto piaciuto: è un tipo diretto, uno che magari non si ama alla follia ma sa da che parte stare, uno leale e su cui si può contare, brillante, intelligente, introverso e a tratti scostante. Uno vero, insomma. E, per quanto mi riguarda, dare vita a un personaggio vero e credibile è di per sé un ottimo risultato. Giacomo Maran vive e si muove in due mondi davvero ben costruiti, che nel romanzo non fanno da sfonfo o da cornice, ma costituiscono un'amalgama perfetta con le vicende narrate. Parliamo di Venezia e del mondo dell'arte. 

Ho apprezzato tantissimo come Cova ha scelto di raccontare Venezia: l'ha resa nella sua completezza, portando il lettore a esplorare non solo la parte prettamente turistica della città, ma mostrando anche bellezze meno in evidenza, perlustrando vie meno note e palazzi non solitamente frequentati dai visitatori. In una parola, ho avuto la sensazione di muovermi con Giacomo in una Venezia vera, reale.

L'altro mondo a cui accennavo è quello dell'arte. Non quella conosciuta, quella di cui sentiamo parlare quotidianamente. Cova ci racconta dell'arte nascosta, quella dei falsari, dei collezionisti non sempre onesti, l'arte che ha un padrone e che fa il giro del mondo insieme a un business parallelo e fuori legge. Tutto il romanzo è pervaso di citazioni artistiche che suggeriscono un grande lavoro di ricerca e documentazione da parte dell'autore, il quale è evidente che abbia un'autentica passione per Modigliani. 

Da questo romanzo si imparano cose, si viene in contatto con verità che magari ignoravamo o delle quali avevamo sentito parlare in sottofondo, come un'eco lontana. Tutti questi aspetti sono perfettamente miscelati in un giallo impregnato di colpi di scena efficaci, che si susseguono per tutto il libro, destabilizzando il lettore che si illude di aver individuato il colpevole dei misfatti. I personaggi hanno tutti un'ottima interazione tra loro e con la trama, molto ben costruita in tutta la sua struttura, mai banale o cedevole.

Sergio Cova è riuscito a far risaltare anche sentimenti difficili da raccontare: il rancore, la rabbia, la nostalgia, la lealtà. I personaggi da lui creati non ne sono semplici portatori ma sembrano viverli realmente, esprimendoli a gesti e parole. Così come il lettore non è un semplice spettatore, ma si sente coinvolto appieno nella storia, catturato da un vortice di eventi sempre in movimento, spinti dalla grande energia trasmessa dall'autore.
(La Books Hunter Barbara)


A Giacomo Maran, ex falsario e ora esperto d’arte, capita tra le mani il diario di un pittore spagnolo vissuto a Parigi nei primi anni del Novecento, Manolo, che racconta di aver dipinto una natività sopra un nudo di Amedeo Modigliani. Scovare il Modigliani perduto tra le chiese e le collezioni private di Venezia è la missione affidata a Maran, ma quando alcuni dipinti vengono rubati e lui è accusato di omicidio, l’ex falsario dovrà scoprire anche chi vuole incastrarlo.

Titolo: Il Modigliani perduto 
Autore: Sergio Cova
Editore: Happy Hour
Pagine: 224
Prezzo di copertina: € 14,00
ISBN: 978-88-96941-24-9


Sergio Cova è nato a Varese nel 1978. Ha pubblicato con Happy Hour Edizioni il noir Il piano del Gatto (2015) - trovate qui la nostra recensione - e, con altro editore, i gialli Tutti colpevoli (2011) e Una via d’uscita (2013). Il suo racconto Ventitré, vincitore del premio NebbiaGialla 2013, è stato pubblicato sul n. 3100 del Giallo Mondadori.

0 commenti:

Posta un commento