28 febbraio 2013

Recensione "Il profumo delle foglie di limone" di Clara Sánchez

Sandra, trentenne incinta e profondamente in crisi, decide di allontanarsi da tutto e tutti per schiarirsi le idee. Così, in Spagna, Costa Blanca, si ricava uno spazio strettamente solitario, tutto per lei. Un giorno però, sentendosi poco bene sulla spiaggia, incontra due paia di occhi gentili che le prestano soccorso diventando così, i suoi angeli custodi, oltre che un’insolita compagnia.
I due anziani, iniziano così ad avvicinarsi a Sandra, tanto che lei si affeziona a tal punto da raccontargli le sue incertezze e le sue paure. I due, le ispirano familiarità, sembrandole dei nonni affettuosi pronti ad accoglierla nella loro casa, nella loro vita, come fosse una nipote.
Grazie a loro conosce Alberto, giovane e bello, di cui lei si invaghisce, finendo per innamorarsi. Ma non è tutto oro ciò che luccica e a farlo notare a Sandra, arriva Juliàn, un vecchietto ottantenne arrivato in Spagna con una storia come bagaglio e un’ultima missione come obiettivo. Juliàn d’altro canto non avrebbe mai pensato di incontrare Sandra, un ostacolo al suo obiettivo, ma anche un valido aiuto. E proprio per questo, la rende partecipe di quest’ultimo, finendo per coinvolgerla irrimediabilmente in una faccenda più grande di loro. Sandra e Juliàn, alleati in qualcosa di troppo forte e doloroso per lui, e di quasi sconosciuto, ma terribile per lei. Sandra, incontra un mondo lontano, sentendo con le sue stesse orecchie quanto male possa fare l’uomo. Juliàn, il cui unico scopo è vendicare il dolore provato.
Entrambi avranno a che fare con persone senza morale, senza rimorso, ed entrambi ne rimarranno segnati, anche se in maniera differenti.
Il profumo delle foglie di limone, non è una storia facile, non è una storia qualunque. Si conosce tutto, si conosce niente. Parlare della storia intricata di questo libro potrebbe essere facile, immedesimarsi diventa difficile. Credere, immaginare e orientarsi in certi capitoli della storia umana, a volte fa paura. Il nazismo è uno di quei capitoli.
Per Hitler non eravamo tutti uguali, per lui alcuni di noi erano un numero marchiato sul braccio, erano un esperimento, erano reietti, essere indegni di stare al mondo.
In questa storia, si interseca quella di una persona inconsapevole come Sandra, che giovane e in crisi, pensa che nel mondo di oggi certe cose, certe persone, siano ormai passato e che certe storie siano solo da documentari. Sandra deve riconsiderare sorrisi, gesti e parole. Sandra deve imparare che l’oro può essere anche falso e lasciare una macchia verdastra sulle dita.
Juliàn invece, arrivato alla fine della sua vita, deve fare i conti con quel passato indelebile fatto di campi di concentramento e morti ammazzati. Il suo unico scopo è dare atto agli sforzi del suo amico Salva, che come unica eredità, gli ha chiesto di finire qualcosa che lui ha sempre portato avanti dalla liberazione in poi. Non sa Juliàn se si può definire vendetta, sa che lo deve a Salva, a se stesso e a quelli che hanno sofferto e che non sono arrivati a essere ottantenni, che non hanno amato, non hanno avuto figli e non hanno avuto vita felice.
Juliàn trova i sopravvissuti, gli sterminatori stessi. Coloro che in realtà, non si sono mai pentiti nemmeno da vecchi, nemmeno al finire della vita. E allora cerca la pace, trovando il modo per spaventarli… ma in realtà la vendetta fa più paura perché ti porta allo stesso livello di chi odi.
Alla fine non ci si poteva aspettare niente di differente proprio da Juliàn, che sceglie di aspettare il richiamo naturale che porterà via quelle persone alla vita. Non sceglie la via più logica, la vendetta, sceglie di non avere le mani macchiate di sangue come loro. Sandra è un personaggio particolare, è un po’ in ognuno di noi. La crisi, la paura del domani, l’indecisione di una donna quando deve affrontare un grande cambiamento. Sandra è la vita stessa, quella che ti fa incontrare persone differenti di cui non sai mai se potrai fidarti, ma molto spesso decidi di farlo perché hai voglia di crederci.
Juliàn è la nostra sofferenza, la nostra insonnia quando ci accorgiamo che di alcune di loro, era meglio non avere fiducia. Quando avremmo voluto tirare dritto, senza sorridere.
Fredrik e Karin sono le persone a cui sorridiamo, a cui diamo fiducia, ma senza conoscerle davvero. Sono quelle persone che entrano nella nostra vita senza fare rumore, ma che poi la scombussolano completamente. Sono le persone che non ti dicono mai la verità su loro stesse e mentono, ferendoci.
Naturalmente questa storia è verità, non follia. Questo libro ci porta indietro, lontano. Ci regala il profumo di qualcosa di aspro, quel sapore che si decide sempre di non assaggiare perché si pensa di conoscerlo già. La Sanchez ci regala un pezzo di vita vera attraverso righe di leggerezza, di paura e indecisione. Ci spiega chiaramente che ci sono persone in grado di pentirsi per gli errori commessi e altre no. Non ci sono le mezze misure, ma un insegnamento da Juliàn me lo sono preso.
È come se dicesse: “Ricordatevi che prima o poi tutti dobbiamo morire. Fate i conti con voi stessi prima che accada e, se potete, chiedete scusa.”
(la Books Hunter Jessica)

Titolo: Il profumo delle foglie di limone
Autore: Clara Sanchez
Editore: Garzanti
Genere: Romanzo
Pagine: 360
Prezzo (cartaceo): € 18,60

Trama:
Spagna, Costa Blanca. Il sole è ancora molto caldo nonostante sia già settembre inoltrato. Per le strade non c'è nessuno, e l'aria è pervasa da un intenso profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. È confusa e si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti. Sono come i nonni che non ha mai avuto. Momento dopo momento, le regalano una tenera amicizia, le presentano persone affascinanti, come Alberto, e la accolgono nella grande villa circondata da splendidi fiori. Un paradiso. Ma in realtà si tratta dell'inferno. Perché Fredrik e Karin sono criminali nazisti. Si sono distinti per la loro ferocia e ora, dietro il loro sguardo pacifico, covano il sogno di ricominciare. Lo sa bene Julian, scampato al campo di concentramento di Mathausen, che da giorni segue i loro movimenti passo dopo passo. Ora, forse, può smascherarli e Sandra è l'unica in grado di aiutarlo. Non è facile convincerla della verità. Eppure, dopo un primo momento di incredulità, la donna comincia a guardarli con occhi diversi. Adesso Sandra l'ha capito: lei e il suo piccolo rischiano molto. Ma non importa. Perché tutti devono sapere. Perché ciò che è successo non cada nell'oblio.

L'autrice:
Clara Sánchez ha raggiunto la fama mondiale con il bestseller Il profumo delle foglie di limone, in cima alle classifiche di vendita per oltre due anni. Con Garzanti ha pubblicato anche La voce invisibile del vento e Entra nella mia vita. È l'unica scrittrice ad aver vinto i tre più importanti premi letterari spagnoli: il premio Alfaguara nel 2000, il premio Nadal nel 2010 e il premio Planeta nel 2013 con Le cose che sai di me.

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