25 luglio 2017

Recensione "La tua seconda vita comincia quando capisci di averne una sola" di Raphaëlle Giordano

Vuoi cambiare la tua vita? 
Dipende da te. 
Forse non tutto, ma buona parte.

Camille è una donna che apparentemente ha tutto, un marito, un figlio, una casa, un lavoro fisso. E non è felice. Insomma, un classico. E, come da manuale, non ne ha la piena consapevolezza.
In un giorno come tanti, caratterizzato però da una “sfortuna” più pressante del solito, Camille incontra Claude, un uomo affascinante ed enigmatico. Un abitudinologo. "Un abitudi-che?" direte voi. E in effetti lo abbiamo detto tutti, Camille compresa. Claude è un uomo che sembra avere in tasca la chiave della felicità, e te la porge. Ora, non è che puoi fare grandi cose con una chiave se non sai quali serrature devi aprire. Ecco il primo punto: Camille deve prima di tutto prendere consapevolezza di ciò che è, di ciò che sente, di ciò che vuole. Sono quelle le sue serrature. Un gioco da ragazzi? Niente affatto, perché significa guardasi dentro a fondo, superando le proprie barriere, le paure, i pregiudizi e le insicurezze.
Ma una volta girata la chiave nella serratura, cosa accade? Si apre la porta sul tuo futuro. Eccitante e pauroso. Camille ha timore di varcarle le sue porte, ha mille dubbi. Ci vuole un metodo per farlo, per poter aver successo dall’altra parte della soglia. E Claude il metodo ce l’ha. Il suo compito è insegnarlo a Camille. E ai lettori in verità. Il libro di Raphaëlle Giordano prova a insegnare il cambiamento, il pensiero e l’atteggiamento positivo, l’amore per sé che diventa amore per gli altri, il percorso che porta alla realizzazione dei propri sogni. Forse detto così potrebbe sembrare banale, ma non lo è. Non bisogna essere persone “zen” per apprezzare certi approcci alla vita, e sicuramente non tutti i lettori riusciranno a mettere in pratica tutti i consigli che arrivano dalle pagine di questo libro. Ma vi posso assicurare che ci sono degli spunti di riflessione veramente interessanti, che possono essere individualizzati, plasmati cioè sul singolo individuo. Forse non tutti se la sentirebbero di applicare il metodo alla lettera nella propria vita, ma probabilmente leggendo questa storia vi sorprenderete a dire “questo lo posso fare”. Forse non si arriverà alla realizzazione completa della propria essenza, ma se si riuscisse anche solo a correggere un po’ il tiro, non sarebbe male. Sono sicura che alla fine della lettura, anche voi, come me, vi troverete a stilare nella vostra testa una lista dei buoni propositi.

Durante la lettura del libro mi sono trovata a pensare che trattare un argomento così attraverso un romanzo potesse essere una buona idea: Camille è simpatica, è una che quando cade si arrabbia, è a tratti nevrastenica, è amabile. È il personaggio giusto per raccontare questa storia. Giunta alla fine della lettura, ho avuto una sensazione diversa: un finale inaspettato mi ha fatto capire che questo libro non è un self-help travestito da romanzo, ma è un messaggio di speranza, è una coccola per l’anima, è un invito all’altruismo. Un finale sorprendente che dà un senso immenso alla storia. 

Lo stile di Raphaëlle Giordano è conciliante e funzionale alla storia: la scrittura è ricca, decisa e determinata quanto la volontà richiesta alla protagonista per raggiungere i suoi obiettivi. I personaggi sono ben definiti, hanno il carattere adeguato per avventurarsi in queste esperienze.
Con il giusto brio, l'autrice ci regala un soffio di fiducia in noi stessi, ci invita a cercare il nostro personale talento, ad apprezzare la vita e a contagiare di felicità le persone che incontriamo.

Lei non immagina quanti siano gli analfabeti della felicità! Per non parlare dell’alfabetismo emotivo! Un vero e proprio flagello… Non pensa che non ci sia niente di peggio di questa impressione di sprecare la vita per non aver avuto il coraggio di modellarla a immagine dei propri desideri, per non aver saputo rimanere fedeli ai propri valori profondi, ai bambini che siamo stati, ai loro sogni?”.
(La Books Hunter Barbara)


Ci sono giornate in cui tutto va storto. È così per Camille, quando sotto un incredibile diluvio si trova con l’auto in panne e senza la possibilità di chiamare nessuno. Tutte le sfortune del mondo sembrano concentrarsi su di lei. 
Ma Camille non sa che quello è il giorno che cambierà il suo destino per sempre. 
Un uomo le offre il suo aiuto. Si chiama Claude, e si presenta come un «ambasciatore della felicità». Le dice che lui è in grado di dare una svolta alla vita delle persone. Camille sulle prime non dà peso alle sue parole. Eppure, riscoprire la bellezza delle piccole cose renderebbe tutto più facile: l’aiuterebbe ad andare di nuovo d’accordo con il figlio ribelle e a ritrovare la sintonia di un tempo con il marito.
Così decide di ricontattare Claude e di seguire le sue indicazioni. Per liberarsi delle caratteristiche negative c’è ogni giorno un semplice esercizio da compiere, un piccolo passo alla volta: ripercorrere le sensazioni di un momento felice, guardarsi allo specchio e farsi dei complimenti, contare tutte le volte che ci si lamenta durante la giornata. A volte basta solo ringraziare per quello che di buono accade, dal profumo del caffè la mattina a una realizzazione personale. Camille comincia a mettere in pratica questi consigli, e intorno e dentro di lei qualcosa succede. Con il sorriso sulle labbra, non è più così difficile parlare con suo figlio e riscoprire con suo marito i motivi per cui si erano scelti. 
Ma c’è una cosa ancora più importante che Camille ha imparato. Non c’è felicità se non la si divide con qualcuno. Questo è davvero l’ultimo tassello per fare di ogni giorno un giorno speciale, di ogni istante un istante da ricordare.

Un debutto che è un caso editoriale unico. Con più di 200.000 copie vendute a pochi giorni dall’uscita, ha scalato le classifiche francesi solo grazie al passaparola. La stampa ha poi consacrato il suo successo. Un romanzo che cambia la vita. Un romanzo che insegna come per essere felici a volte basta solo cambiare prospettiva e ricordare la magia delle piccole cose, delle parole che scaldano il cuore. Perché se affrontata passo dopo passo, nessuna montagna è insormontabile. Si riesce sempre ad arrivare in cima. 

Titolo: La tua seconda vita comincia quando capisci di averne una sola
Autore: Raphaëlle Giordano
Traduttore: Sara Arena 
Editore: Garzanti
Pagine: 216
Prezzo di copertina: € 16,90 - ebook € 9,99
Uscita: 26 gennaio 2017
ISBN: 978-8811671060


Raphaëlle Giordano, scrittrice, artista, pittrice, coach di creatività, ha scritto il suo primo romanzo sul tema che le è più caro: l’arte di trasformare la propria vita per trovare la strada del benessere e della felicità.
Filed Under:

"Otto mesi a Ghazzah Street", il nuovo romanzo di Hilary Mantel prossimamente in libreria con Fazi

IN USCITA IL 31 AGOSTO 2017

Hilary Mantel, scrittrice inglese del nostro tempo, prima e unica donna a ricevere due volte il Man Booker Prize, torna con un romanzo avvincente e attualissimo, in cui racconta il difficile mondo saudita con una sapienza e un talento senza pari.

"Terribilmente avvincente. Costringe il lettore a sospendere la vita quotidiana fino alla fine della lettura".
(Sunday Times)

"Un incubo orwelliano sbalorditivo".
(Literary Review)

"Un romanzo incredibilmente scioccante con un umorismo infernale".
(The Guardian)

Titolo: Otto mesi a Ghazzah Street
Autore: Hilary Mantel
Editore: Fazi Editore
Genere: Romanzi, letterature
Uscita: 31 agosto 2017
Pagine: 192
Prezzo (cartaceo): € 19,00
ISBN: 978-88-9325-198-3
Prezzo (cartaceo): € 7,99 (in prevendita, poi € 9,99)
EAN-13: 9788893252522

Trama:
Arabia Saudita, Gedda, Ghazzah Street. Uno strano posto. Un luogo senza passato, un luogo di passaggio dove nessuno si ferma per più di qualche anno e dove la gente, in casa, tiene le sue cose negli scatoloni. Anche la terra e il mare, laggiù, sono in continuo mutamento: ci sono ville costruite da pochi anni con vista sul mare che oggi si affacciano su un muro.

Frances Shore è una cartografa, ma quando il lavoro di suo marito la porta in Arabia Saudita si ritrova come una prigioniera sperduta, incapace di orientarsi nelle zone oscure del paese. Il regime che impera è corrotto e inflessibile, molti degli stranieri che incontra non sono che avidi faccendieri in cerca di denaro accompagnati dalle mogli e i vicini musulmani si muovono furtivi ma hanno occhi per ogni cosa. Le strade non sono il posto adatto per le donne, e Frances – il marito Andrew è spesso assente – si ritrova confinata nel suo appartamento cercando di dare un senso a tutto ciò. Ma la battaglia è ardua. Le giornate diventano un susseguirsi di vuoti e di silenzi, interrotti soltanto dagli inspiegabili rumori provenienti dal piano superiore, che però, a quanto le è stato detto, dovrebbe essere disabitato. Quello dell’appartamento al piano di sopra diventa un mistero tutto da sciogliere, che obbligherà la protagonista a scontrarsi con le mille contraddizioni di un mondo infernale: un mondo asfittico, fatto di sofferenze celate, silenzi strazianti, segreti inconfessabili. Un mondo di cui le donne sono vittime ma anche complici.

L'autore:
Hilary Mantel è nata nel Derbyshire nel 1952, ha scritto tredici romanzi, fra cui spiccano Wolf Hall (2011) e Anna Bolena, una questione di famiglia (2013), i primi due libri della fortunata trilogia sulla dinastia Tudor, entrambi insigniti del Man Booker Prize, e La storia segreta della Rivoluzione, imponente opera sulla Rivoluzione francese pubblicata da Fazi Editore in tre volumi. Da Wolf Hall e Anna Bolena, una questione di famiglia la BBC ha tratto l’apprezzata serie TV Wolf Hall, che ha vinto il Golden Globe 2016 come miglior miniserie.
Filed Under:

24 luglio 2017

"L'uragano nero" di Marco Pastonesi - 66th and 2nd - Vincitore del Premio Bancarella Sport

Cari Hunters, vi parliamo del libro che ha vinto la 54° edizione del Premio Bancarella Sport.


Se ogni sport è una rappresentazione della guerra, il rugby è una guerra di conquista, il cui obiettivo è penetrare nel cuore della terra nemica. È anche un gioco dove l'imprevedibilità è congenita, anarchico come i rimbalzi del pallone. E uno sport animalesco ma soprattutto umano, perché il centro dell'azione è il pallone e non l'uomo. Per praticarlo ci vuole la forza del pugile e la maestria dell'orologiaio. Del rugby gli Ali Blacks incarnano lo spirito, la leggenda, la perfezione delle trame d'attacco. Tra loro un giorno spunta un ragazzone di origini tongane, un gigante che corre sfiorando l'erba come una gazzella. Si chiama Jonah Lomu, un «carro armato, ma veloce come una Ferrari». Al mondo si rivela nella Coppa in Sudafrica nel 1995. In semifinale, contro l'Inghilterra. La casa madre contro gli dèi di Ovalia. L'attesa è spezzata da un fax spedito all'albergo dei neozelandesi: «Ricordatevi che il rugby è un gioco di squadra. Perciò, tutti e quattordici passate la palla a lonah Lomu». Sembra uno scherzo, ma è una profezia. Lomu dominerà la sfida, seminando un senso d'impotenza nel campo avversario. La sua apparizione però è come la scia di una cometa: il suo fisico portentoso sarà tradito da una sindrome nefrosica, che finirà per prendersi anche la sua vita. Lomu, cresciuto tra i delinquenti di Auckland, salvato dal rugby, resterà nella storia dello sport come Senna o Jim Thorpe, atleti maledetti. O come Coppi, di cui era l'antitesi. «Coppi era un cirro bianco nel cielo azzurro. Lomu un nembo scuro che annuncia l'uragano».

Titolo: L'uragano nero
Autore: Marco Pastonesi
Editore: 66th and 2nd
Collana: Vite inattese
Pagine: 179 
Prezzo di copertina: € 18,00 - ebook € 8,99
Uscita: 2 novembre 2016
ISBN-13: 978-8898970773

Il commento del lettore:
Jonah Lomu è una leggenda del rugby, ma nel libro non c'è solo lui, ci sono storie di rugbysti famosi e di piccole squadre sconosciute, ci sono aneddoti divertenti, i racconti delle sue mete sono così ben descritte che le rivedi con la mente, si piange anche un po', per lui che è morto così presto e per noi che lo ammiravamo.
Miko (Amazon)


Marco Pastonesi (Genova, 1954), ex ciclista ed ex giocatore di rugby di serie A, è una firma della «Gazzetta dello Sport», per la quale ha seguito dodici Giri d’Italia, nove Tour de France e un’Olimpiade, ma anche due Giri del Ruanda e uno del Burkina Faso. Ai suoi sport preferiti ha dedicato diversi libri, tra cui Gli angeli di Coppi, Il diario del gregario, La corsa più pazza del mondo (con prefazione di Gianni Mura), Ovalia e il Dizionario degli All Blacks. Insieme a Giorgio Terruzzi ha scritto anche due libri di battute e aforismi sul calcio e, in generale, sullo sport.

Recensione "La fioraia del Giambellino" di Rosa Teruzzi

Sai tenere un segreto?
Sì.
Anch'io.

Cosa succede quando una futura sposa, nel giorno delle sue nozze, vorrebbe avere con sé tutta la sua famiglia, anche quella che non ha mai conosciuto? Semplice: iniziano i problemi, problemi che nascondono verità taciute. In altre parole vengono a galla i segreti.

Manuela, futura sposa, si rivolge a Libera, la fioraia del Giambellino perché possa aiutarla a scoprire chi è suo padre. Libera, che è tutto meno che una detective, ma che già con successo e non pochi rischi si era calata nella parte nel libro precedente di Rosa Teruzzi, inizialmente sembra non accettare, ma poi per una serie di eventi, fra cui un tornado chiamato Iole, si lascerà convincere che quell'indagine può esserle d’aiuto, o distrazione, per i suoi problemi personali.

Non è una storia facile quella della famiglia di Manuela, per questo Libera e sua madre Iole dovranno darsi davvero da fare e affidarsi certe volte anche alla fortuna per ottenere qualche informazione, l’importante è che quella che è rispettivamente figlia e nipote, ovvero Vittoria, non venga a sapere ciò che stanno combinando.
Vittoria, giovane e caparbia poliziotta, proprio non vuole tornare al clamore suscitato dalla loro indagine precedente, che a suo modo di vedere, ha arrecato non poco imbarazzo alla famiglia. Certo Vittoria, dal suo canto, ha un passato molto doloroso. Libera e lei hanno perso Saverio, marito e padre adorato, scomparso per mano di non si sa ancora chi dopo vent'anni. Forse diventare poliziotta è stata una scelta ovvia. Vendicare suo padre, anche lui poliziotto, aggrappandosi a quella speranza, deve essere una scelta di vita scomoda, complicata, uno scalpello che ne determina tratti e carattere dandogli una forma difficile da decifrare.
Libera invece, cercando di proteggerla, avrà grossi problemi a tenerla con sé, anche impaurita com’è da quel bigliettino ritrovato dopo tanti anni nella giacca del marito scomparso così prematuramente, e che potrebbe essere determinante per la riapertura delle indagini, un ulteriore shock per tutte.

Ma cosa può accadere in un giallo ambientato a Milano, in cui la casa di Libera, Iole e Vittoria è un vecchio casello ferroviario sul Naviglio, in cui c’è anche un cuoco innamorato di Libera e la stessa Libera impaurita dal sentimento che le nasce dentro ogni volta che il collega storico di suo marito, Gabriele, incrocia lo sguardo col suo? Come può finire se Libera ha una madre, Iole, che fa yoga, mangia vegano, si comporta da teenager, la rimbrotta sempre di non essere alla moda ed è matta da legare, con quel suo modo di prendere la vita con leggerezza, col sorriso e la libertà dentro che dà il nome alla figlia?

Libera sa bene che certe cose accadono solo nei libri, che spesso le verità sono amare, che le persone possono sorprenderci in modi che nemmeno sappiamo. Per questo si lascia coinvolgere dall'indagine di Manuela, cerca la verità e la trova, una verità davvero scioccante. Solo dopo riuscirà a concentrarsi sulle sue questioni personali: le indagini, Vittoria, Gabriele, il cuoco, la sua vita.

È il passato che non ci permette di andare avanti, quello è il vero nemico, ci tiene legati, permettendoci solo pochi passi. Questo Iole lo sa, che mai si è voluta privare della sua libertà. Lo saprà anche Vittoria, incapace di levarsi la catena che alimenta il bisogno di vendetta verso chi le ha strappato così presto l’amore di suo padre, lo sa anche Libera che schiava di quel fardello ha paura anche di quel nuovo sentimento che le fiorisce dentro, ma che teme di alimentare.

Con una scrittura brillante e divertente, Rosa Teruzzi ci mostra la sua ironia, creando un trio di detective fuori dalle righe. Personaggi che racconta come se esistessero, rendendoli reali, carne e ossa, nonostante siano pagine stampate. Una costruzione, quella della trama, che non ha nulla da invidiare ad altri gialli del momento, che non appare mai scontata, ma che anzi, è impreziosita dai caratteri così diversi, ma ben sottolineati, delle protagoniste, che in sé recano tratti ironici e riflessivi, che spesso aiutano il lettore a riprendere fiato dalle indagini.

Una riflessione sui nostri segreti, su quelle cose che ci trasciniamo dentro ma che vorremmo risolvere. Farci nemico il passato, vederlo mangiarsi il presente e non decidersi mai ad affrontarlo. Libera e Iole, risolveranno il mistero di Manuela, ma il finale lascia a bocca aperta, c’è un assaggio della prossima indagine, una frase che lascia il lettore in sospeso fino al prossimo libro dell’autrice, senza contare che il caso che occupa più di tutti il cuore delle tre donne, quello sull'assassinio irrisolto di Saverio, è ancora tutto da sbrogliare.
(la Books Hunter Jessica)

Titolo: La fioraia del Giambellino
Autore: Rosa Teruzzi
Editore: Sonzogno
Genere: Romanzi, gialli
Uscita: 18 maggio 2017
Pagine: 169
Prezzo (cartaceo): € 14,00
ISBN: 978-88-454-2644-5
Prezzo (ebook): € 9,99
EAN-13: 9788845497360

Trama
Avvicinandosi il tanto atteso giorno delle nozze, Manuela, ragazza milanese romantica e un po’ all’antica, sogna di realizzare il suo desiderio più grande: essere accompagnata all’altare dal padre. Il problema è che lei quel genitore non l’ha mai conosciuto e non sa chi sia. È un segreto che sua madre ha gelosamente custodito, e che per nulla al mondo accetterebbe di rivelare. Stanca delle continue liti in famiglia per ottenere la confessione cui tanto tiene, a Manuela non resta che cercare aiuto altrove. Così bussa alla porta del vecchio casello ferroviario, dove abitano tre donne assai originali, sulle quali ha letto qualcosa in una pagina di cronaca nera: la poliziotta Vittoria, tosta e non proprio un modello di simpatia, sua madre Libera, fioraia con il pallino dell’investigazione, e la nonna Iole, eccentrica insegnante di yoga, femminista e post hippie. Sono tre donne diversissime, spesso litigiose, con il talento di mettersi nei guai ficcando il naso nelle faccende altrui. Saranno proprio loro, dopo le iniziali esitazioni, ad andare alla ricerca del misterioso padre. Le tracce, come in una caccia al tesoro di crescente suspense, le condurranno in giro per Milano e nei paesini della Brianza, a rivangare l’oscuro passato della madre di Manuela, custodito nei ricordi e nelle omertà di chi l’ha conosciuta da giovane. E a mano a mano che si avvicineranno alla soluzione del caso, si troveranno di fronte al dilemma: rivelare la scabrosa verità, oppure no?

L'autrice:
Rosa Teruzzi (1965) vive e lavora a Milano. Ha pubblicato diversi racconti e tre romanzi. Esperta di cronaca nera, è caporedattore della trasmissione televisiva Quarto grado, in onda su Retequattro. Per scrivere si ritira sul lago di Como, in un vecchio casello ferroviario, dove colleziona libri gialli. Per Sonzogno, nel 2016 ha pubblicato La sposa scomparsa. Questo è il secondo volume della serie che vede come protagoniste le tre investigatrici milanesi.
Filed Under:

Pralibro 2017: un mese di libri e autori

Buongiorno lettori, è partito sabato 22 luglio l'evento Pralibro 2017, giunto alla sua quindicesima edizione.


La location è la Sala Valdese a Prali, ridende comune in provincia di Torino. Per tutta la durata della kermesse, ovvero il 20 agosto 2017, la Sala veste i panni di libreria aperta al pubblico.

Tanti gli eventi in calendario, tra cui presentazioni di libri, incontri con autori, riflessioni, dibattiti, mostre e concerti.

Molti i nomi di prestigio che si sono avvicendati nelle passate edizioni, tra cui Michela Murgia, Roberto Saviano, Nando Dalla Chiesa, Gian Carlo Caselli, Luigi Ciotti, Ignazio Marino, Gustavo Zagrebelsky.

Per conoscere il programma completo, collegatevi qui.

Filed Under:

21 luglio 2017

"La lettera segreta" di Chloé Duval - Garzanti

In uscita il 7 settembre 2017

La lettera segreta è un grandissimo successo del passaparola. Pubblicato inizialmente solo in e-book, è stato amato dai lettori le cui recensioni hanno suscitato l’interesse degli editori di tutto il mondo. Un romanzo sugli imprevisti che solo l’amore più vero può superare. Un romanzo che insegna come anche la cosa più banale, come una lettera nella cassetta della posta, possa cambiare il destino. Basta aver voglia di cercare, di crederci, di sperare. 

La lettera arrivò un martedì. Cosa poteva avere di così speciale? In fin dei conti, di lettere se ne scambiano ogni giorno. Ma non era una lettera come le altre. Non pubblicizzava nulla, non era nemmeno una fattura e non era indirizzata a me.
Era una lettera scritta a mano da un uomo, per una donna. Una lettera imbucata nel 1971 che giungeva a destinazione solo oggi, quarantatré anni dopo.


Può la lettera di uno sconosciuto cambiarti la vita? È quello che si chiede Flavie quando si vede recapitare una busta misteriosa datata 1971. Una busta arrivata con quarantatré anni di ritardo. Non ha idea di chi possa essere Lili, la destinataria. Eppure la curiosità è così forte che Flavie decide di aprirla. Il contenuto, scritto a mano in una calligrafia elegante, la sorprende: perché quelle righe le ricordano i romanzi che ama scrivere. Quelle righe nascondono una storia d’amore in cui un uomo supplica Lili di raggiungerlo e di sposarlo. Un uomo che si firma solo con E. Flavie non ha altri indizi. Non altre informazioni se non una richiesta fatta con il cuore che forse non è mai stata ascoltata. Forse quelle parole, perse nel vento, hanno modificato il destino di due persone per sempre. Flavie deve trovarle. Deve sapere se sono state divise tutti questi anni da una lettera mai arrivata. Perché ha bisogno di credere anche lei che possa esistere qualcosa più forte di tutto. Più forte del tempo, degli sbagli, delle scelte, degli imprevisti. Qualcosa che Flavie ha trovato solo nei romanzi, mai nella realtà. 
La ricerca la porta nel Sud della Francia, dove scopre che forse non tutto è perduto. Che forse è ancora possibile riannodare i fili spezzati del passato. Perché ci sono amori che non si possono dimenticare. Ci sono emozioni che cambiano ogni cosa. E Flavie, trascinata da quello che la lettera le ha rivelato, è pronta finalmente a viverle.

Titolo: La lettera segreta
Autore: Chloé Duval
Editore: Garzanti
Pagine: 224
Prezzo di copertina: € 16,90
Uscita: 7 settembre 2017
ISBN: 9788811673637

Chloé Duval, francese d’origine e canadese d’adozione, vive a Montréal con il suo principe azzurro e le decine di personaggi che affollano la sua testa.

Filed Under:

"Dovrei proteggerti da tutto questo" di Nadja Spiegelman - Edizioni Clichy

Buongiorno lettori, vi segnaliamo il nuovo romanzo della collana Rive Gauche di Clichy Edizioni.

Quattro generazioni di donne raccontate in un memoir appassionato e potente che attraversa quasi un secolo di storie di famiglia.

Da bambina Nadja Spiegelman era convinta che sua madre fosse una fata. Françoise Mouly, art director del «New Yorker» e madre di Nadja, esercitava su di lei un potere in grado di sopraffare la realtà, più di quanto facesse il padre Art Spiegelman, autore del celebre graphic novel Maus, o la maggior parte delle madri delle sue amiche. Diventando adulta, per dare un senso alla complessa e difficile relazione madre-figlia, Nadja ha interrogato madre e nonna sulle storie di famiglia tenute zelantemente sotto chiave. Il risultato è un memoir schietto e appassionato che ripercorre quasi un secolo di avventure familiari, a volte drammatiche, altre volte illuminanti, e che fa ragionare sugli infiniti modi in cui il ricordo modifica il passato e agisce sul presente.

Titolo: Dovrei proteggerti da tutto questo
Autore: Nadja Spiegelman
Casa editrice: Edizioni Clichy
Traduzione e curatela di Tiziana Lo Porto
Collana: Rive Gauche
Pagine: 384
Prezzo di copertina: € 17,00
Uscita: 13 luglio 2017 

«Un memoir dettagliato fatto di contrastanti racconti di vita che uniscono e dividono quattro generazioni di donne» 
New York Times Book Review

Nadja Spiegelman è la figlia dell’autore di Maus Art Spiegelman e dell’art director del «New Yorker» Françoise Mouly. È cresciuta a New York, e adesso vive tra Parigi e Brooklyn. Questo è il suo primo libro.

20 luglio 2017

Recensione "Gocce di veleno" di Valeria Benatti

L’amore è come ghiaccio bollente,
un ossimoro.

La libertà di amare, di vivere un sentimento in totale coscienza, potendo abbassare le difese. Questo cerchiamo? Essere vestite delle nostre fragilità senza che vengano usate contro di noi, non doverci mettere sempre sull’attenti. Essere consapevoli della nostra strada, potendoci guardare allo specchio. Cos’è l’amore? Ce lo chiediamo spesso. Ma l’amore non è. L’amore è impalpabile, non possiamo vederlo, spiegarlo. È frutto di strani collegamenti, assurde collisioni. Qualcosa che si incolla da una parte e qualcosa che si scolla dall’altra. È razionale e irrazionale. È tutto il contrario di ciò che pensavamo. L’amore ha sfumature che non conosciamo. Per amore si intende, miei cari, ogni sensazione che dalla pelle, fatica a scivolare via.

Ma il confine fra amore e possessione spesso diventa labile. Una gabbia dorata. Il desiderio diviene sottrazione, e il sentimento, giustificazione.

Claudia: una vita a buttarsi nel vuoto. In quel posto buio e personale. Claudia si concede la vita a modo suo. La divora da ogni lato, ma non arriva mai al nucleo. Arranca, inciampa, cerca qualcosa. Ma cosa? L’amore, ovvio. Lo cerchiamo tutti. Solo che lei è pronta a tutto. Pronta a offendersi, arrendersi, dissolversi per un qualsiasi contatto, aspetta, lo anela, lo desidera così tanto, da rendersi trasparente dentro. Un corpo vuoto. Gli uomini vanno e vengono e poi vanno. Lei prende tutto ciò che viene prima che si chiuda la porta: niente. Perché certi uomini sono così: porte che sbattono, nel vero senso della parola. Presenti solo quando vengono, attenti solo quando ti spogliano. Ma Claudia in cuor suo spera che un giorno le sia concesso qualcosa di più di un giro di letto. Spera senza saperlo che qualcuno di loro si connetta alla sua anima. È uno strano modo di cercare amore, penserebbe qualcuno. Quel qualcuno non sa di cosa stiamo parlando.

“L’amore mi fa male. Mi ha sempre fatto male. Mai trovato un uomo che mi desse qualcosa di buono. Tutti che prendono, prendono, e se ne vanno sazi, senza neanche dire grazie.”

Barbablù: un soprannome, un uomo a senso unico. È una di quelle persone che annientano le persone come Claudia. Si fanno amare, si prestano a un gioco senza farne davvero parte. Barbablù odia le donne. Le usa, le prende poi le getta. La donna è un oggetto, da tenersi stretta per ogni necessità.

Ma cosa accade quando due persone così si incontrano?

“Non ho dubbi di averlo amato da morire, nel vero senso della parola. Oddio, amare da morire, solo ora mi rendo conto di quanto sia macabra e nefasta questa espressione, bisognerebbe semmai dire «Ti amo da vivere»!”

Di storie di amori malati ne abbiamo lette molte, ma credo che non siano mai abbastanza. Sapete perfettamente cosa accade, ma ricordatevi che nessuna storia è uguale all’altra. Ci sarà sempre qualcosa che vi sfugge, che non sapete, che non vedete.

Quella di Claudia possiede moltissime sfumature. Non è solo un amore malato, è una vita dimenticata in favore di una più comoda. È essere qui per non essere là, ché là fa male. È cercare amore, senza averne mai trovato una base solida all’interno della propria famiglia di origine, scoprendovi anzi, un enorme cratere, un passato indicibile. Ed è anche scusarsi, senza motivo. Piangere al buio, aspettando il prossimo mattino. Farsi coraggio e uscire a vedere il giorno, cercare aiuto nonostante la vergogna. Pretendere di tornare alla vita, anche quando ci pare essere finita.
La storia di Claudia è la realtà dei giorni nostri e di quelli passati, anche se fingete di non vederla o conoscerla affatto.

Valeria Benatti, con una scrittura senza freni, forte e dolorosa, ci racconta le mille schegge dell’amore. Lo fa toccando la nostra sensibilità, le nostre esperienze, i nostri ricordi. Intenta una causa contro e a favore di noi stesse. Ci inspessisce, ci redarguisce. Valeria ci mostra Claudia in ogni sua sfumatura, costruendo un personaggio che si muove in un contesto talmente convincente da commuovere. Ogni altro personaggio è essenziale perché il lettore possa conoscere lei, con tutto il suo bagaglio sentimentale. D’altro canto, l’autrice rende benissimo anche Barbablù, permettendo a chi legge di capire alcuni dei meccanismi di una mente malata. Non date per scontato mai questo aspetto, perché leggere è anche questo. Arrivare un po’ prima, laddove qualcuno è già arrivato prima di noi.
“Gocce di veleno”, instilla goccia dopo goccia, alcune fondamentali verità. Ci permette di analizzare il comportamento della protagonista, di scavare con lei nel suo passato e capire che il marcio, quella ricerca spasmodica d’amore, arriva da lontano. Claudia dentro Claudia.
In questo libro ci sono preziosi modi di capirsi, sentirsi, amarsi, volersi, ma anche di perdersi e ritrovarsi.
Non fate mai l’errore di pensare che di queste storie letta una, lette tutte.
Continuate a essere partecipi.
Raccontate la vostra Claudia. Restate sintonizzati.
(La Books Hunter Jessica)

P.S. Nel libro l’autrice cita moltissimi recapiti antiviolenza, in particolar modo il 1522 che è il numero di pubblica utilità, promosso da Dipartimento delle Pari Opportunità e, nello specifico, attraverso la protagonista, racconta l’attività svolta da “Cerchi d’Acqua onlus”, un centro antiviolenza di Milano che si occupa di accogliere le donne, ascoltarle e aiutarle nel lungo percorso di ricostruzione personale.


Titolo: Gocce di veleno
Autore: Valeria Benatti
Editore: Giunti
Genere: Narrativa non fiction
Uscita: settembre 2016 (prima edizione)
Pagine: 192
Prezzo (cartaceo): € 14,90
ISBN: 9788809819504

Trama:
Questa è la storia di Claudia, della sua ossessione per Barbablu, del suo tentativo di guarire da un amore malato e pericoloso. La gelosia di lui è eccessiva, le sue minacce reali: "Se mi tradisci, ti ammazzo". Ma Claudia glielo ha sentito dire così tante volte che non ci fa più caso. Non ha paura, pensa che lui si prenda gioco di lei, non crede che possa ucciderla davvero, anche se a Barbablu ogni tanto piace farle scorrere la lama di un coltello sulla pancia, percorrendola tutta, dal pube ai seni. Fino a quando un giorno, all'improvviso, vede negli occhi di lui lampi di odio puro e finalmente si spaventa. A quel punto la storia cambia, diventa un'altra storia, antica, rimossa, che risale indietro nel tempo, fino alle origini del suo male d'amore. Claudia inizia un viaggio doloroso verso la guarigione. Lungo il percorso, i volti caldi di amiche e psicologhe, ma anche lo sguardo freddo di chi rifiuta la verità. Un viaggio che ogni donna dovrebbe affrontare per capire se stessa e superare la propria, piccola o grande, ferita amorosa.

Articoli correlati:
Valeria Benatti sarà ospite al VareseFestival domani 21 luglio 2017, per info:


L'autrice:
Valeria Benatti, giornalista e voce storica di Rtl 102.5, ha pubblicato Love Toys (Giunti, 2014), Kitchen in love (Gribaudo, 2011), Fulminata dall’amore (Kowalski, 2013) e La scelta di Samir (Scripta Edizioni, 2014), quest’ultimo per sostenere la Onlus CINI, Child In Need Institute, con cui collabora da vent’anni (www.adottaunamamma.it). Tra i soci fondatori di Make a Change, movimento per lo sviluppo dell’impresa sociale in Italia (www.makeachange.it), ha diretto Serra Creativa, incubatore di talenti Rai, e condotto il talk show Fobie in prima serata su La7. Vive e lavora a Milano.
Filed Under:

"Voci del verbo andare" di Jenny Erpenbeck, vincitrice del Premio Strega Europeo

Buongiorno Hunters, oggi parliamo della vincitrice dell'edizione 2017 del Premio Strega Europeo.
Ad aggiudicarsi la vittoria della quarta edizione di questo importante riconoscimento è stata Jenny Erpenbeck con il suo romanzo Voci del verbo andare, edito da Sellerio.


Berlino, oggi. L’arrivo di uomini disperati alla ricerca di una nuova vita.
Il nostro mondo - come è, come potrebbe essere. 
Un romanzo su chi accoglie e chi si rifugia, sulla fuga e l’attesa. 
«Un’utopia poetica ed emozionante, una sorta di antidoto alla “sottomissione” di Houellebecq» (DIE WELT).

Richard è un filologo classico in pensione, quasi per caso entra in contatto con un gruppo di africani alloggiati in un campo profughi di Berlino. È un uomo solo, vedovo e senza figli, e ha molto tempo a disposizione; in quel luogo si scoprirà capace di ascoltare le vite degli altri, le peripezie e le vicissitudini di chi viene dal Ghana, dal Ciad, dalla Nigeria, storie di lutto, fame, guerra, coraggio e difficoltà. Nel dialogo con gli esuli Richard scorge un’umanità a tratti capace di essere innocente e integra. La sua cultura classica funge da elemento rivelatore, lo aiuta a immergersi in un mondo e in una diversa visione del mondo, a confrontare valori a volte contrapposti. L’antichità e la modernità, l’universalismo e l’interesse individuale, il difficile bilanciamento tra gli ideali e la sopravvivenza.
Gli uomini a cui pone le sue domande sono riusciti ad arrivare a Berlino nell’autunno del 2013, dopo essere sbarcati a Lampedusa. Sono quattrocento stranieri in terra straniera, e tutto per loro è diverso, difficile, alieno. Prima si accampano in una piazza del quartiere Kreuzberg per chiedere aiuto e lavoro, ma la polizia non perde tempo, li sgombera e li ricovera nella zona orientale della capitale. Vitto e alloggio, una prima conquista, e poi un corso per apprendere la nuova lingua. Ma per loro, come per quasi tutti quelli che sono scappati dai paesi di origine per approdare in Europa in cerca di un rifugio e di una casa, la normalità è una conquista difficile. Prima di tornare a vivere si annuncia un’attesa di anni.
Jenny Erpenbeck, tra le più interessanti e innovative scrittrici tedesche contemporanee, non teme l’ambizione dell’analisi politica, della denuncia sociale, e riflette con un romanzo completamente immerso nel presente, quasi al limite della cronaca, del reportage letterario, sui contrasti paradossali della nostra epoca, l’opposizione tra ricchezza e indigenza, libertà e asservimento, tra la cancellazione delle culture e il disegno di una nuova identità.

Titolo: Voci del verbo andare
Autore: Jenny Erpernbeck
Editore: Sellerio
Pagine: 352
Prezzo di copertina: € 16,00 - ebook € 9,99
Uscita: 8 settembre 2016
ISBN: 978-8838935428

Nel Premio Strega Europeo, un importante riconoscimento va anche al traduttore dell'opera, in questo caso Ada Vigliani.

Jenny Erpernbeck
Nata a Berlino Est nel 1967 da padre di origini russe e madre polacca, Jenny Erpenbeck ha una formazione accademica musicale e teatrale. Il suo esordio letterario, Storia della bambina che volle fermare il tempo (1999, Zandonai 2013) l’ha consacrata come astro nascente della letteratura tedesca contemporanea. Il pluripremiato Di passaggio (2008, Zandonai 2011) la impone definitivamente sulla scena letteraria internazionale, ottenendo un sorprendente successo di pubblico e di critica anche oltreoceano. Con E non è subito sera (2012) ha vinto il prestigioso Hans Fallada Prize. Voci del verbo andare (2015), tra i finalisti del Deutscher Buchpreis, è stato tra i libri più venduti nella classifica dello Spiegel.

Ricordiamo che Jenny Erpenbeck si è disputata la finale con:
  • Mathias Enard, Bussola (e/o), tradotto da Yasmina Melaouah - Francia, Prix Goncourt 2015
  • Jonas Hassen Khemiri, Tutto quello che non ricordo (Iperborea), tradotto da Alessandro Bassini - Svezia, Augustpriset 2015
  • László Krasznahorkai, Satantango (Bompiani), tradotto da Dόra Várnai - Ungheria, Man International Booker Prize 2015
  • Ali Smith, L’una e l’altra (Sur), tradotto da Federica Aceto - Regno Unito, Goldsmiths Prize 2014

19 luglio 2017

"L'agenda ritrovata": in memoria di Paolo Borsellino

Cari Hunters, non servono molte parole per presentare questo libro. Oggi è il 19 luglio, anniversario della morte di Paolo Borsellino, che morì a Palermo nel 1992 a seguito di un attentato mafioso.
Voleva che se ne parlasse, ognuno con i propri mezzi, ognuno con le proprie parole. Noi lo facciamo facendovi conoscere questa pubblicazione di Feltrinelli.

"Non sono né un eroe né un Kamikaze, ma una persona come tante altre. Temo la fine perché la vedo come una cosa misteriosa, non so quello che succederà nell'aldilà. Ma l'importante è che sia il coraggio a prendere il sopravvento... Se non fosse per il dolore di lasciare la mia famiglia, potrei anche morire sereno."
(Paolo Borsellino)

Titolo: L'agenda ritrovata (sette racconti per Paolo Borsellino)
Autore: AA.VV.
Editore: Feltrinelli
Genere: Racconti
Uscita: 15 giugno 2017
Pagine: 186
Prezzo (cartaceo): € 15,00
ISBN: 9788807032523
Prezzo (ebook): € 9,99
EAN13: 9788858829509

L'antologia:
Un filo resistente lega gli uni agli altri i racconti di questa antologia: un'agenda rossa. Si affaccia dalla pagina declinata in diversi modi, una volta ha i fogli strappati, un'altra è gonfia di biglietti di teatro, ma sempre intende ricordare quella appartenuta a Paolo Borsellino - che conteneva appunti, nomi e forse rivelazioni sulla strage di Capaci, scomparsa immediatamente dopo l'attentato mafioso del 19 luglio 1992 e mai più riapparsa. Sette autori, ciascuno con la propria storia, la propria sensibilità e la propria voce, riattualizzano con altrettanti racconti inediti, scritti appositamente per "L'agenda ritrovata", il nucleo dell'impegno di Paolo Borsellino e gli interrogativi ancora aperti a venticinque anni dalla strage di via D'Amelio - la verità negata, il bisogno di giustizia, la sottrazione indebita, il mancato ritrovamento, la resistenza della politica... Ci riescono senza il bisogno della cronaca dei fatti: ci riescono inventando storie. "Uno scrittore che fa il suo dovere," sottolinea Marco Balzano nell'introduzione, "è prima di tutto uno scrittore che scrive bene e che sa consegnare agli altri una storia. Volevamo un libro vivo, completamente calato nell'oggi, senza ulteriori mitizzazioni, senza altre ipocrite santificazioni, che sono servite soltanto a collocare in un olimpo inaccessibile chi apparteneva alla collettività e solo per questa si è sacrificato. La letteratura, invece, quando è letteratura, compie sempre un'operazione di avvicinamento". Un avvicinamento che è anche un viaggio da Nord a Sud - Helena Janeczek (Lombardia), Carlo Lucarelli (Emilia-Romagna), Vanni Santoni (Toscana), Alessandro Leogrande (Lazio), Diego De Silva (Campania), Gioacchino Criaco (Calabria) ed Evelina Santangelo (Sicilia) -, "un passaggio di testimone", scrive Gianni Biondillo ricordando com'è nato il libro, "per raccontare non tanto dov'eravamo alla morte dei due magistrati, ma dove forse siamo stati in questi anni, tutti noi: chi silente, chi indifferente, chi deluso, chi vigliacco, chi sempre e comunque, ostinatamente contrario, in prima fila".

Un’agenda sparita. Un’agenda ritrovata. Entrambe di colore rosso.
Quella sparita apparteneva a Paolo Borsellino ed è misteriosamente scomparsa subito dopo il tragico attentato del 19 luglio 1992 in cui persero la vita il magistrato e la sua scorta. Si trattava di un documento importante che conteneva appunti, nomi e forse rivelazioni sulla strage di Capaci in cui morì Giovanni Falcone. Che fine avrà fatto? Cosa c’era scritto? Chi ce l’ha? Tutta l’Italia se l’è chiesto e se lo chiede ancora perché a queste domande non sono mai state date risposte.
Quella ritrovata è una copia identica di quella smarrita. Ce l’ha Salvatore Borsellino, e l’ha consegnata all’associazione culturale L’Orablù di Bollate, Milano. Per commemorare i venticinque anni della scomparsa di Paolo Borsellino e della sua scorta, l’associazione L’Orablù ha organizzato una ciclo-staffetta che ha pedalato l’Italia intera, da Bollate/Milano (25 giugno) a Palermo (19 luglio) con questa agenda ritrovata e per testimoniare che c’è un’Italia che non ha dimenticato e non dimentica.
L’agenda ritrovata è diventata così il simbolo di un’iniziativa che vuole diffondere e rafforzare nel nostro Paese i valori della lotta alla mafia e della legalità. Dalla partenza all’arrivo spettacoli teatrali, concerti, proiezioni e dibattiti si sono svolti nelle diverse tappe in cui l’agenda è stata ospitata.
Al lungo itinerario dell’agenda ha partecipato il Gruppo Feltrinelli, che ha accompagnato l’iniziativa con un libro edito da Giangiacomo Feltrinelli Editore e una serie di eventi nelle Librerie laFeltrinelli.
La ciclo-staffetta è stata preceduta dall’uscita de L’agenda ritrovata. Sette racconti per Paolo Borsellino, raccolta curata da Gianni Biondillo e Marco Balzano e composta da sette testi di altrettanti scrittori rappresentanti di alcune delle regioni italiane che sono state visitate: Helena Janeczek (Lombardia), Carlo Lucarelli (Emilia – Romagna), Vanni Santoni (Toscana), Alessandro Leogrande (Lazio), Diego De Silva (Campania), Gioacchino Criaco (Calabria) ed Evelina Santangelo (Sicilia).
Tra il 15 giugno e il 18 luglio il libro “L’agenda ritrovata” ha seguito da vicino la ciclostaffetta organizzata da “L’Orablù” attraverso un tour nelle Librerie laFeltrinelli. Autori e curatori del libro hanno incontrato il pubblico nel corso di quattro “tappe”, da nord a sud Italia. Il viaggio letterario in memoria di Paolo Borsellino si è concluso, naturalmente, con la tappa finale a Palermo martedì 18 luglio (laFeltrinelli di via Cavour).

A Palermo, il 19 luglio 2017 e dopo oltre duemila chilometri di pedalate, l’agenda ritrovata viene riconsegnata a Salvatore Borsellino che, in tutti questi anni, non ha mai smesso di lottare.


"Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo."
(Paolo Borsellino)
Filed Under: ,

19 ottobre: la nuova trilogia di Philip Pullman

Sono passati vent'anni dalla pubblicazione del capolavoro di Philip Pullman, la trilogia Queste oscure materie (La Bussola d'oro, La Lama Sottile, Il Cannocchiale d'Ambra), e finalmente i fans di questo strepitoso autore stanno per ricevere una gran bella sorpresa.

Segnatevi questa data: 19 ottobre 2017

Sarà Salani a pubblicare in Italia (in contemporanea mondiale) la nuova trilogia di Pullman, che debutta con il primo volume Il Libro della Polvere


In questa nuova trilogia tornerà il mondo di Lyra Belacqua, a cui i lettori si sono affezionati. La nuova storia si sviluppa proprio intorno a Lyra, ma Pullman dichiara che non è un prequel e neanche un sequel: è una storia parallela, diversa, che si snoda accanto a quella delle Oscure Materie. Si parte dal Jordan College dove Lyra ha trascorso la sua infanzia.
Ricorrerà, come si evince dal titolo, l'elemento della Polvere, già molto presente nella precedente trilogia.

In attesa che arrivi il tanto sospirato momento, dedicheremo un approfondimento sulla trilogia delle Oscure Materie, per rituffarci nell'universo parallelo più potente e visionario che mi sia capitato di leggere (Luigi Spagnol - Presidente Salani).

Recensione "Quello che mi manca per essere intera" di Ilaria Scarioni

Quello che mi manca per essere intera
Ci sentiamo interi? Siamo interi? Arriva un momento nella vita in cui acquisiamo consapevolezza sulla differenza tra il prima e il dopo l’essere interi? 
Essere interi è una sensazione? O è un modo di essere? O di percepire se stessi e gli altri? Di sicuro, per alcuni si tratta di una riflessione astratta, per altri invece è fondamentale sapersi dare delle risposte in merito. 

Fondamentale lo è per Bianca, protagonista di questo romanzo, nata con una malattia che costringe la sua anima ad abitare un corpo difettoso. Almeno è così che lo considera lei, che se lo sente. Lo vede negli occhi di chi la incontra, negli atteggiamenti di chi la circonda. Così le sembra. E a volte è tutto vero. Ma non sempre. Ma come può fare Bianca a capire la differenza? Se è lei la prima a sentirsi sbagliata, come può obiettivamente giudicare il comportamento degli altri? La vita insegna che non si può pretendere l’amore dagli altri se non siamo noi stessi i primi ad amarci. Bianca questo lo sa, ma ha tanta paura di accettarsi, di sentirsi bene con se stessa. Ha bisogno di fare un viaggio nel tempo per trovare la via di casa della sua anima, ha bisogno di scrivere lettere al dottore che l’ha curata per tanti anni all’ospedale Giannina Gaslini di Genova. Ha bisogno di ricordare quei giorni in cui affrontava interventi, visite, in cui incontrava gli occhi preoccupati di sua madre, e di tante altre madri che come la sua cercavano la salvezza e la speranza per i loro bambini. Ha bisogno di affrontare i suoi fantasmi, di liberare Ninetta e Gerolamo dalla prigione della sua mente, deve lasciarli andare. Gerolamo Gaslini nel 1938 diede vita all’ospedale dei bambini, in onore e memoria della figlia Giannina, morta a undici anni per una peritonite diagnosticata troppo tardi. Bianca cresce con la loro vita nel cuore, con i loro sorrisi e le loro lacrime. Li vede, parla con loro, li rispetta. È in sintonia con loro. Ma la sua mente è troppo affollata: Gerolamo, Nina, i fantasmi, Buco Nero. Quest’ultimo è il più temibile, sempre pronto a farla precipitare nel buio, laddove ci si perde. Non sono nemici, questo sia chiaro. Sono solo ancore che la legano al passato, impedendole di prendere il largo verso nuovi orizzonti. Verso il diritto di sentirsi amata. 

Cesare è colui che va oltre tutto questo, che la fa sentire completa: quando Bianca è tra le sue braccia ha una fortissima percezione del suo corpo, della sua carne, tutta. Bianca si sente viva in ogni centimetro del suo corpo. Cesare sa vederla già intera, la ama nella sua completezza, non a pezzi. Ma l’amore basta? Come si fa a stare insieme davvero? E a stare insieme per sempre? Questo Cesare dovrà capirlo da solo se vorrà rimanere al fianco di Bianca, o forse si accontenterà di scoprirlo giorno per giorno, perché la formula magica non c'è. 

Con questo esordio potente, Ilaria Scarioni ci racconta una storia di forza e coraggio, mai straziante, non è questo il suo intento. Non si piange per Bianca, non la si compatisce. Si prova piuttosto il desiderio di capirla, di provare a vestire i suoi panni per comprendere come ci sentiremmo noi, per arrivare al punto di partenza e chiederci se siamo davvero interi. 
Una scrittura delicata e precisa per raccontare una storia così intima e sfumata dagli infiniti colori della vita. Ilaria Scarioni ci regala una storia d’amore tra Bianca e se stessa e tra Bianca e Cesare: due sentimenti che diventano uno soltanto, due metà che fanno un unico intero.
(La Books Hunter Barbara)



Corpo incompiuto, difettoso, sbagliato. Bianca è questo: nata con una patologia congenita che le ha deformato le mani e i piedi, fino all'adolescenza ha trascorso molto tempo all'Istituto Gaslini di Genova, l'ospedale dei bambini, dove è stata sottoposta a innumerevoli interventi. I suoi ricordi d'infanzia hanno il colore del mare incorniciato dalle finestre della sala gessi e l'odore di cloroformio, collodio e patatine gommose. Adesso Bianca ha trent'anni e ha scelto di fare il medico, però il suo camice non è immacolato come quello dei dottori che l'hanno curata, è macchiato, stropicciato, non riflette il dolore come uno scudo ma lo assorbe. Le cicatrici che le ricamano la pelle le hanno marchiato l'anima, e anche l'amore appassionato di Cesare, che fa sentire Bianca viva come non mai, non le basta per non sentirsi diversa, diversa e sbagliata. Bianca ha bisogno di un senso, di dare un significato al suo corpo che non è come l'avrebbe desiderato, e per imparare ad abitarlo prova a tornare indietro nel tempo. Ripercorre i giorni in ospedale, quando si sentiva un burattino di legno fallato, racconta le storie dei piccoli pazienti come lei, e poi rievoca i volti e le voci degli uomini che negli anni successivi avrebbe amato. A guidarla nel viaggio ci sono i suoi fantasmi: quello di Giannina Gaslini, bambina per sempre, morta a undici anni per una peritonite non diagnosticata, e quello di suo padre Gerolamo, che costruì l'ospedale per non impazzire di dolore dopo la scomparsa della figlia. E sarà anche grazie a loro che Bianca riuscirà ad accettare se stessa e a sentirsi non più carne malfatta, ma carne viva, palpitante. Intera. Con una scrittura luminosa e venata di lirismo, Ilaria Scarioni, qui al suo esordio narrativo, ci porta per mano nei vicoli di una Genova schietta e un poco scontrosa come i suoi abitanti, e racconta la fatica di tutti noi, alla ricerca del nostro posto nel mondo e della nostra parte più vera.

Titolo: Quello che mi manca per essere intera
Autore: Ilaria Scarioni
Editore: Mondadori
Pagine: 204
Prezzo di copertina: € 18,00
Uscita: 20 giugno 2017
ISBN 9788804673323


Ilaria Scarioni, milanese d'origine, vive e lavora a Genova. Quello che mi manca per essere intera è il suo primo romanzo.

Filed Under:

18 luglio 2017

XL. 40 anni di canzoni di Vasco Rossi - Mondadori

Dopo il concerto di pochi giorni fa, a cui hanno assistito più di 200.000 fans, impossibile non parlare di lui, il numero uno del rock italiano: Vasco Rossi
Dal 20 giugno è in libreria XL, il libro ufficiale che contiene tutte le sue canzoni, dal 1977 a oggi, accompagnate dai suoi commenti, le sue riflessioni, le sue idee.



"Questo libro contiene tutte le canzoni di Vasco Rossi, scritte dal 1977 a oggi. L'unica voce autentica del rock in Italia festeggia 40 anni di canzoni sul fronte del palco, con una festa epocale, Modena Park 2017. Un evento unico e irripetibile in uno dei parchi cittadini più grandi d'Europa, il Parco E. Ferrari di Modena. Una tappa imperdibile della sua storia a Modena, capitale mondiale del rock! Da dj e precursore radiofonico (fonda Punto Radio), a re degli stadi, che nessun altro riempie come lui da quattro decenni: al centro della festa c'è lui, Vasco, e ci sono le sue canzoni. Perciò, in contemporanea, esce questo libro, che le raccoglie tutte, spesso annotate dai suoi commenti. In questo libro ci sono tutti i 176 testi che ha scritto con il suo inconfondibile sound "alla Vasco", poche parole, semplici, dirette e sincere. E una raccolta completa, quindi, ma è anche un prezioso documento per cogliere qualche sfumatura nuova..." (dalla Prefazione)

Titolo: XL. 40 anni di canzoni (con i miei commenti)
Autore: Vasco Rossi
Editore: Mondadori
Pagine: 530
Prezzo di copertina: € 20,00
Uscita: 20 giugno 2017
ISBN: 9788804679561

Filed Under:

Al cinema il bestseller "Noi siamo tutto" dell'autrice Nicola Yoon

Cari Books Hunters, oggi vi segnaliamo l'uscita al cinema, di un altro bestseller. Un grande successo dell'autrice Nicola Yoon (QUI).
Per la regia di Stella Meghie, arriverà nelle nostre sale cinematografiche "Noi siamo tutto", la storia d'amore impossibile di Maddy e Olly.


Trama:
A causa di una grave malattia che non le permette di uscire fuori di casa, la protagonista di Noi siamo tutto, Maddy ha raggiunto la maggiore età senza vivere nemmeno una delle piccole esperienze sperimentate dai suoi coetanei. Cresciuta in una gabbia dorata con la sola compagnia della madre e dell'infermiera Carla, non ha mai ricevuto il primo bacio, né visto da vicino l'oceano e la spiaggia, se non in fotografia. Le uniche avventure concesse sono contenute nella pila di volumi letti sugli scaffali, quelle future nei libri che non ha ancora sfogliato. Così si è rassegnata a condurre un'esistenza di emozioni surrogato, priva di legami affettivi e relegata tra le pareti domestiche. Il cambiamento arriva con il rombo di un camion dei traslochi che imbocca il vialetto. I Bright, trasferitisi nella casa accanto, spediscono il figlio Olly a presentarsi secondo le regole del buon vicinato, con in mano un invitante ciambellone appena sfornato. Olly nota Maddy nonostante lei cerchi di nascondersi in camera sua, e da allora prova a comunicare con la ragazza in tutti i modi possibili, attraverso vetri, finestre, sms e bigliettini di carta. Tra i due nasce una tenera amicizia, destinata a sfociare in un legame profondo e indissolubile che non potrà essere arginato da una semplice porta chiusa a chiave.


Il cast:
Amandla Stenberg, nel ruolo di Maddy e già vista al fianco di Katniss in Hunger Games, Nick Robinson, nel ruolo di Olly, Ana de la Reguera, nel ruolo di Carla, e ancora Anika Noni Rose, Taylor Hickson, Danube Hermosillo, Dan Payne, Sage Brocklebank, Fiona Loewi, Peter Benson, Robert Lawrenson, Francoise Yip.

Il trailer:

AL CINEMA DAL 21 SETTEMBRE 2017
Filed Under: