15 dicembre 2017

SpazioEsordienti dedicato a... Ruben Trasatti e al suo libro "Morte di Stato"

Buongiorno Hunters, torna la nostra rubrica SpazioEsordienti con un nuovo ospite: lui è Ruben Trasatti e questo è il suo libro:

Chi non sarebbe felice di andare in pensione a 60 anni? Un giorno, il Governo decide di realizzare il sogno di ogni lavoratore. Non sembra una falsa promessa, è realtà. La verità emerge soltanto dopo: per sostenere le future generazioni, si deve morire a 70 anni.


“Morte di Stato” è il primo libro del ciclo letterario EuropaSeries, che propone storie autoconclusive ambientate nello stesso universo narrativo, con protagonisti e tempi differenti.

Roma, 2030. I cittadini hanno accettato la riforma. Nicola Balestrieri è un giovane impiegato dell’Agenzia per il Controllo del Cittadino Europeo, ente nato con la costituzione dello Stato Unito d’Europa. Nel ruolo di agente, Nicola è costretto ad accompagnare alla morte suo padre. Una morte di Stato.
L’Europa, contaminata dalla nuova ideologia, somiglia sempre più a un brutto passato. Anziani uccisi, malati eliminati, stranieri deportati. Nicola deve decidere da quale parte della Storia vuole stare. Difendere i diritti dei cittadini o essere un fedele servitore dello Stato?

«La costruzione di un mondo futuro appare intelligentemente critica, tante riflessioni sono condivisibili e la trama in generale è ben gestita e capace di “prendere” il lettore sul piano degli eventi come delle emozioni.» 
(Comitato di Lettura del Premio Italo Calvino – 30a edizione)

Titolo: Morte di Stato
Autore: Ruben Trasatti
Editore: CreateSpace Independent Publishing Platform
Pagine: 496
Prezzo di copertina: € 13,53
Uscita: 19 ottobre 2017
ISBN: 978-1979018449

Se siete curiosi di vedere il booktrailer, cliccate qui.


Ruben Trasatti è nato nel 1992 ad Ascoli Piceno. Da tre anni collabora per il settimanale milanese Telesette occupandosi di programmazione televisiva. È un grande appassionato di videogiochi e per molto tempo ha fatto parte della redazione del sito MondoXbox. Per Epic Games ha gestito la community italiana di Gears of War e ha contribuito come Graphic Designer e Concept Artist per il remake di Unreal Tournament.

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"L'agenda in pelle - Evasori, escort e contrabbandieri": il poliziesco di Sergio Scipioni, in anteprima a Milano

Cari lettori, il nostro Sergio Scipioni a giorni uscirà con il suo nuovo libro. Qualcosa di diverso dal solito, un poliziesco avvincente, come lo definisce il nostro amico Emiliano Pedroni. Noi siamo pronte a leggerlo, ma nel frattempo, vi segnaliamo che oggi, venerdì 15 dicembre 2017, alle ore 15.00, a Milano, presso la libreria Il Domani, in Piazza Cadorna, si terrà la presentazione in anteprima di "L'agenda in pelle - Evasori, escort e contrabbandieri".


Trama:
In un afoso pomeriggio di una domenica di luglio del 1980, il caldo appiccica la divisa addosso e in caserma sono di turno il maresciallo Speroni e il finanziere Careddu, detto Nòcciolo. Una visita inaspettata interrompe la monotonia del lavoro d’archivio. Una donna bellissima consegna a Speroni un’agenda in pelle dove il marito, affermato chirurgo estetico, annota i pagamenti che riscuote in nero. Gemma Stankovic vuole così vendicarsi dell’infedeltà del consorte. Inizia così l’indagine della Guardia di Finanza per dipanare l’intricato groviglio che si cela fra le righe di quei clandestini appunti. Fra Porto Ceresio, Milano e la Svizzera, con Speroni e Nòcciolo indagheranno il loro capitano, Alex Ponzi, e Il Cobra, aitante agente aggiunto. Dietro quel “nero” c’è ancor più nero. Indistricabile e contagioso. Solo ventisei anni dopo, in un’altrettanto torrida estate, anche le radici più profonde della vicenda saranno quasi completamente portate alla luce. Quasi. Perché il gorgo implacabile del male ha inghiottito per sempre l’ultimo oscuro pezzo di verità.

L'autore:
Sergio Scipioni, originario di Rocca Sinibalda, Rieti, a diciotto anni si arruola nella Guardia di Finanza. Dopo il corso allievi, viene destinato in Valceresio e inizia subito la sua esperienza nella lotta al contrabbando. Le avventure vissute durante una lunga e premiata carriera hanno ispirato, dopo il suo congedo, la sua attività di narratore. Ha pubblicato Caini e Spalloni (Giacomo Morandi Editore, 2012), Le favole di nonno Sergio (Edizioni dEste, 2013), Le api contrabbandiere e altre favole di nonno Sergio (e book Edizioni dEste, 2015). Nel 2014 escono per Edizioni dEste Storie di confine e di contrabbando, precedentemente pubblicato con Arterigere, che ispira la drammaturgia teatrale Rimanendo sul Confine di Stefano Beghi, e la raccolta di ricette e tradizioni del suo paese natio Magnalardo. Nel 2015 partecipa all’antologia bilingue Exponovels, scrittori e sapori del distretto dei laghi e pubblica Passatori, contrabbandieri e altri racconti (Edizioni dEste). Con L’agenda in pelle si cimenta per la prima volta con la forma romanzo.

Titolo: L'agenda in pelle - Evasori, escort e contrabbandieri
Autore: Sergio Scipioni
Editore: Edizioni dEste
ISBN: 9788898726721
Genere: narrativa, giallo, noir, poliziesco
Pagine: 198
Formato: brossura
Prezzo: 16,00 €
Uscita: dicembre 2017

Prefazione:
L’Italia è uno strano Paese. C’è sempre qualche agenda che ne custodisce i peccati e che puntualmente sparisce. Invece in questa storia, viene ritrovata grazie alla caparbietà di un piccolo nucleo di finanzieri di una caserma di provincia che non tradisce il proprio giuramento di fedeltà nei confronti dello Stato.
(Michele Mancino, vicedirettore di VareseNews)

Un poliziesco avvincente scritto con un ritmo incalzante che non lascia un attimo di tregua al lettore. Ogni pagina è densa di avvenimenti. L’audacia e il senso del dovere dei rappresentanti della legalità si scontrano contro il male dell’illegalità.
(Emiliano Pedroni, scrittore)

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IlMorandini 2018: il dizionario dei film e delle serie televisive è arrivato

Cari lettori, è uscito ilMorandini 2018
Ella & John in copertina. Virzì fa il bis!

Il Morandini 2018
DIZIONARIO DEI FILM E DELLE SERIE TELEVISIVE
di Laura, Luisa e Morando Morandini

Premiato da Dizionario dei film e delle serie televisive un film del regista toscano, per il secondo anno consecutivo. 
- 4 stelle a Eastwood, Loach, Larraìn 
- E’ l’anno dei cartoni: 4 stelle a Cattivissimo me 3, Baby Boss, La mia vita da zucchina 
- Deludono Malick, Ridley Scott, Castellitto, Piccioni e tante commedie italiane 

La copertina va a Ella & John (The Leisure Seeker). Quest’anno il Morandini 2018 premia con la sua “prima pagina” l’ultimo lavoro di Paolo Virzì. Così per il secondo anno consecutivo il cineasta toscano si aggiudica la copertina del Dizionario dei film e delle serie televisive. Nella passata edizione infatti venne assegnata al suo “La pazza gioia”. Per tradizione la bibbia dei cinefili mette sempre un film italiano ritenuto il migliore della passata stagione. E’ la prima volta nella storia del dizionario che l’onorificenza viene data per due anni di seguito a film dello stesso regista. Ed è la prima volta che campeggia una pellicola presentata all’ultimo al Festival di Venezia, quindi da poco uscito. 
Un record ma meritato perché il lavoro di Virzì “…è un film che non è americano – come hanno polemizzato – né voleva esserlo, è una coproduzione Italia-Francia con la presenza di due grandi protagonisti: Mirren (inglese) e Sutherland (canadese). Il tema centrale non è l’America, ma quel che dice (e quel che non dice, mostra) dell’America graffia e incide. E ` una storia d’amore, universale, che diverte, emoziona e commuove. E ` un film d’autore. Italiano”. Spiega l’autrice Luisa Morandini nella presentazione del dizionario. 
E’ un lavoro in cui il regista “…prende, corregge e modifica il libro di Michael Zadoorian, - da cui è tratta la storia - viaggia insieme ai suoi 2 strepitosi protagonisti attraverso le impervie vie dell'amore, con ironia, commozione, tragedia e passione…”. Giudizio nel dizionario: “da non perdere”, nella sezione Mostra del Cinema di Venezia 2017. 

Perché la scelta di un film dal Festival di Venezia? “…E’ stata una stagione forse meno ricca e meno interessante delle ultime, per il cinema italiano (che non ci ha dato la soddisfazione che speravamo) ma più in generale per tutto il cinema (che sembra sempre più seguire strade tecnologicamente avanzate, ma forse troppo inclini a fantasy, fantascienza, supereroi e azione”. E’ la motivazione dell’autrice e critica cinematografica. 
Fantascienza che non sempre funziona come accade per Alien Covenant. L’ennesimo sequel della saga, diretto da Ridley Scott è “…Strutturato per mantenere vivo un marchio, ma qui si tratta di accanimento ingiusto nei confronti dei fans”. Giudizio critico: una stella. 

Nel Morandini 2018 (27.000 film - 16.500 su carta, 27.000 nella versione digitale), non mancano “bocciati illustri” della passata stagione cinematografica: Terrence Malick ha deluso con Song to song “…Le immagini restano impeccabili, ma la storia banale e poco profonda…”. Una stella. Non bene anche parte delle pellicole italiane. Deludono molte commedie: da Mamma o papà? di Bruno. Mister Felicità di Siani, (1 stella) Non c’è più religione di Miniero (1 ½ stelle). E anche alcuni autori nostrani: Castellitto di Fortunata “…Insopportabile polpettone melodrammatico falso-popolare con Castellitto regista che arranca disperatamente per dare il meglio di sé...”; Piccioni di Questi giorni “…è mal recitato, inzuppato di stereotipi, un ennesimo film della stagione sui giovani…” (1 stella ciascuno). 
Tengono botta (3 ½ stelle) il documentario di Olmi “Vedete, sono uno di voi” e “Sole Cuore Amore” di Vicari in cui “ …Primeggia una straordinaria Ragonese”. 

I premiati con 4 stelle di questa edizione invece sono Sully di Clint Eastwood, film che “…non cede mai alla retorica né al buonismo facile e guida un eccellente Hanks a disegnare il ritratto di un uomo qualunque…”; Io Daniel Blake di Ken Loach, già Palma d’oro a Cannes; Neruda di Pablo Larraín “…un gioiello di cinema acuto, visionario e originale nel giocare con realismo e finzione…”; l’Orso d’argento L'altro volto della speranza di Aki Kaurismäki; A casa nostra di Lucas Belvaux; Il cittadino illustre di Mariano Cohn, Gastón Duprat. 
Per il pluripremiato La La Land 3 ½ stelle “Chi non ama i musical stia a casa”. 

Ma è stata anche la stagione di grandi film d’animazione: lo dimostrano le 4 stelle (il massimo sono 5) che Morandini 2018 ha assegnato a Cattivissimo Me 3 “…Colorato, spiritoso, divertente, pieno di trovate (i balletti dei Minions sono esilaranti), con un “cattivo” che si muove come Michael Jackson e ha la pelata, una madre di Gru fulminante, una colonna musicale usata con un'ironia, un acume e un'astuzia impagabili. Imperdibile”. Quattro anche a: Baby Boss “…Fa il pieno di originalità rinnovando le classiche gag dell'animazione; è ricco di sensibilità; ha dialoghi surreali e sarcastici…”; La mia vita da zucchina: “…Un gioiello dell'animazione che abbatte con umorismo tanti tabù…”; La tartaruga rossa è “…una favola metaforica nel descrivere le tappe della natura umana, potente nel suo minimalismo, ipnotizzante nel suo disegno…”. 
3 ½ stelle al gioiellino della Pixar Alla ricerca di Dory e all’harrypotteriano Animali fantastici e dove trovarli di David Yates anche se non è d’animazione è pur sempre “fantastico”. 

Il Morandini 2018 comprende anche 850 serie televisive, scelte fra le più seguite o le meglio realizzate; nella versione digitale ci sono anche 750 cortometraggi e 7000 immagini di scena o locandine.

Versione Plus (volume + DVD e download per Windows e Mac senza scadenza + app per iOS e Android senza scadenza + 365 giorni di consultazione online, con aggiornamenti rilasciati nell'anno) € 40,30
Volume unico € 34,50
Dizionario ebook no-limit (download per Windows e Mac senza scadenza + app per iOS e Android senza scadenza + 365 giorni di consultazione online, con aggiornamenti rilasciati nell'anno) € 16,30
Dizionario ebook 365 (download 365 giorni e consultazione online 365 giorni) € 9,80
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14 dicembre 2017

Leggiamoci di Torno: le nostre chiacchiere nell'ottava puntata di questa stagione. Solo su NeverWas Radio

Buongiorno Hunters, nella puntata numero 8 di Leggiamoci di Torno, il programma che ti porta lontano senza lasciare il divano, con La Ross e Il Gab abbiamo parlato di...


#IOLEGGOPERCHÉ: come è andata l'edizione appena conclusa (il nostro articolo di approfondimento lo trovate qui), gli eventi connessi e le missioni dei Messaggeri (qui la nostra missione).

"Assassinio sull'Orient Express", uno tra i più famosi gialli di Agatha Christie, in versione cinematografica, nelle sale italiane dal 30 novembre (qui il nostro articolo).

La classifica dei libri più venduti.

Lapo, il ragazzo illustratore che si trasforma in matita, protagonista del libro di Michele D'Ignazio "Storia di una matita", in libreria per Rizzoli, presentato ai bambini della scuola primaria Pascoli di Besozzo (VA) in forma di spettacolo teatrale, con la compagnia Angelo Aiello (qui il nostro articolo).

Nonno Sergio, il noto scrittore Sergio Scipioni, torna alla scuola primaria Pascoli di Besozzo (VA) con il suo libro "Magnalardo" e le sue favole per bambini, il tutto arricchito con il laboratorio didattico "Dall'uva al vino" (qui il nostro articolo).

Il nostro incontro presso la Ubik di Varese con Daniela Mattalia, autrice per Feltrinelli del libro "La perfezione non è di questo mondo" (qui il nostro articolo e qui la nostra recensione).

Con Federico Cerminara, abbiamo chiacchierato di pollo al curry (e di come la Parodi ti fa sembrare facili tutte le sue ricette... che puntualmente non riescono!), cucina social e strane bustine di spezie. I libri di cucina e il boom di vendite.

E come non parlare di Babbiamoci di Torno? Trovate tutte le info sull'iniziativa al nostro link.

Se vi va di ascoltare le nostre chiacchiere su questi argomenti, ascoltate il podcast:
Ascolta "La Puntata 8 con Barbara delle Books Hunters tra lettura e pollo al curry!" su Spreaker.

Stay tuned, solo su NeverWas Radio!


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In uscita per Frassinelli: "La straordinaria famiglia Telemachus" di Daryl Gregory

IN USCITA IL 16 GENNAIO 2018

Un romanzo trascinante e profondo, ricco di personaggi indimenticabili, che ruota intorno a una disfunzionale famiglia di dotati sognatori che non si può non amare.

Titolo: La straordinaria famiglia Telemachus
Autore: Daryl Gregory 
Editore: Frassinelli
Genere: Romanzo
Uscita: 16 gennaio 2018
Pagine: 444
Prezzo (cartaceo): € 20,00
ISBN: 9788893420280

Trama:
Di storie di famiglia ce ne sono moltissime. Ma di famiglie come i Telemachus non ce n'è nemmeno una. 
USA, anni Sessanta. Teddy Telemachus, un affascinante truffatore con un dono per i «giochi di mano», entra con l'inganno in un segreto programma governativo sulle persone dotate di speciali «poteri», e qui incontra la bella e dolce Maureen McKinnon. E non sono solamente gli splendidi occhi blu di Maureen, ad affascinare inesorabilmente Teddy, ma soprattutto la mente di lei. Maureen, infatti, è davvero dotata di poteri psichici enormi e misteriosi. Dopo un vorticoso corteggiamento, i due si sposeranno, avranno tre figli, tutti e tre «dotati», e diventeranno la «Straordinaria Famiglia Telemachus», celebre in tutti gli Stati Uniti: Irene è una rilevatrice umana di menzogne; Frankie muove gli oggetti con la forza del pensiero; mentre Buddy, il più giovane, riesce a vedere il futuro. Tutto stava andando meravigliosamente bene. Decenni dopo, la famiglia non è più così straordinaria. Irene è una madre single, la cui capacità di scoprire le bugie altrui da dono si è trasformata in condanna, perché non riesce ad avere né una relazione stabile, né un lavoro. Frankie è pieno di debiti, e ci sono brutti personaggi che lo cercano. Buddy - a causa di qualcosa che ha visto nel futuro - si è chiuso completamente in se stesso, non parla praticamente più, e sta scavando un enorme buco nel giardino della casa. Non è questa la vita che si aspettavano, i ragazzi della Straordinaria Famiglia Telemachus, che per di più continuano a essere tenuti d'occhio non solo dalla CIA, ma anche dalla mafia.

L'autore:
Daryl Gregory vive a Oakland, in California, e scrive a tempo pieno. È nato a Chicago, dove ha ambientato La straordinaria famiglia Telemachus.
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"Premio Internazionale di Letteratura Città di Como", al via la V edizione

Cari scrittori, tocca a voi!
Con grande piacere vi segnaliamo il Premio Internazionale di Letteratura Città di Como, alla sua V edizione. Un premio libero, indipendente che opera in ambito nazionale ed internazionale.


Ecco quali sono le sezioni:

Editi: poesia, narrativa e saggistica
Inediti: poesia e racconti
Multimediale: fotografia e videopoesia
Opera prima scelta dalla giuria
Opera dall’estero tradotta in Italiano

Premi:
Verranno assegnati premi in denaro (fino a € 2.000), soggiorni in prestigiosi Alberghi sul Lago di Como, Editing del Libro Inedito, pubblicazione con una Casa Editrice, targhe...

Scadenza del Bando della V edizione: 15 GIUGNO 2018

Per info e regolamento completo:
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Elisabetta Villaggio torna in libreria con una storia dedicata ai bambini: "In viaggio con Poldina", La Ruota Edizioni

Buongiorno lettori, dopo La mustang rossa (qui la nostra segnalazione), Elisabetta Villaggio torna in libreria con una storia moderna dedicata ai più piccoli.


Poldina è una bambola moderna e anticonformista. Un'anti-bambola, per così dire, che non dimostra alcun interesse, a differenza delle sue simili, nei confronti dell'idea di passare tutta la sua vita appoggiata sul comodino o sul letto di qualche bambina. Poldina vuole esplorare, vedere il mondo, essere indipendente. Unitevi a lei in questo viaggio meraviglioso che la aiuterà a capire cosa conta davvero nella vita. 

Titolo: In viaggio con Poldina
Autore: Elisabetta Villaggio
Editore: La Ruota
Età di lettura: dai sei anni
Pagine: 34
Prezzo di copertina: € 8,00
Uscita: 2017
ISBN: 9788899660321


Nel 2013 Elisabetta Villaggio pubblica il suo primo romanzo, “Una vita bizzarra”, edito da Città del Sole Edizioni. In precedenza aveva pubblicato diverse opere tra cui, nel 2012, il saggio “Marilyn: un intrigo dietro la morte” e nel 2014 il testo teatrale, edito da Panesi Editore, “Marilyn gli ultimi tre giorni”, tradotto in inglese per il mercato estero. Ha studiato Filosofia all’Università di Bologna, e Cinema e Televisione a Los Angeles alla University of South California. Nel 1998, il suo cortometraggio, “Taxi”, è stato selezionato alla Mostra del Cinema di Venezia. Ha realizzato il documentario, dedicato a suo padre, “Paolo Villaggio: mi racconto” selezionato all’ArtDocFest di Roma nel 2010. Insegna alla Rome University of Fine Arts nel dipartimento di Cinema e collabora con periodici e riviste on line.

13 dicembre 2017

Recensione "La perfezione non è di questo mondo" di Daniela Mattalia

“Non importa. Sa come si dice, la perfezione non è di questo mondo”. Che rilassante banalità.
“Se è per questo, neppure dell’altro”.

E in effetti, chi dice che il luogo in cui approdano le anime dopo la morte sia perfetto? E soprattutto, perché dovrebbe esserlo il mondo in cui siamo vivi? Perché l’essere umano dovrebbe ambire a raggiungere la perfezione, soprattutto visto che nessuno si può arrogare il diritto di definirne i requisiti? Vuoi vedere che il segreto della serenità, è rassegnarsi all’essere imperfetti? Non che cercare di migliorarsi non sia uno tra i più nobili scopi della vita, questo è bene, ma a un certo punto bisogna pure rendersi conto che possiamo considerarci esseri ben compiuti anche con qualche pecca. E non solo noi stessi. Anche gli altri. Anche la vita. 

Con questo suo primo romanzo, Daniela Mattalia ci spinge verso queste riflessioni, regalandoci una storia che è come un alito di vento caldo durante una giornata gelida. Una carezza che solletica le nostre più profonde emozioni, l’abbraccio della vita che ci strizza come una vecchia amica. Daniela parla di morte, di chi resta e di chi se ne va, della disperazione e della consolazione. Dell’assenza quando è irreversibile. Eppure questo libro non è mai triste, anzi è pura armonia. Secondo i protagonisti di questo romanzo quando si muore, semplicemente si va. Oltre. Giusto di là. Che non è mica così lontano. 

Daniela tratta il tema con grande sensibilità e delicatezza. E ironia, il che conferisce quel tocco così giusto e opportuno a questa deliziosa storia, in cui l’intreccio tra le vicende dei personaggi cresce pagina dopo pagina, si rivela pian piano edificando nel lettore un grande sentimento di tenerezza e simpatia.
E c’è una cosa di cui Daniela scrive con grande maestria, senza sbattercela in faccia, ma sussurrandocela appena, in modo continuo: tra le persone che sono di qua e le anime che sono di là, c’è un elemento in comune che è quasi imprescindibile ed è la dignità. C’è l’amore certo, con tutto il corollario di emozioni affini, ma non siamo niente senza dignità. 

Trascinati da un ritmo narrativo vivace e sostenuto, ci lasciamo travolgere in questa storia, che mai ci lascia indietro, ma ci tiene al suo fianco, come nel migliore dei rapporti. La scrittura di Daniela è autentica, diretta, grintosa, attraente. Mi piace quello che dice e mi piace come lo dice. Adoro i personaggi a cui ha dato vita e ai quali mi sono irrimediabilmente affezionata.

E il salto finale che Archibald, un bracco di trentadue chili, compie per guadagnarsi il lettone, mi sembra un inno alla libertà, all’amore, un tuffo perfetto in questa vita imperfetta. Be’ non che il balzo di un cagnone sia questa gran cosa, direte voi. Una cosa meravigliosa, vi dico io che ho letto questo libro.
(La Books Hunter Barbara)



“E adesso, che si fa?” chiese.
“Adesso si va.”
“Sì, ma dove?”
“Io torno alle Molinette. Tu puoi andare oltre, o venire con me.”
“Ma senti: di là com’è? Cosa c’è?”
“A dirti la verità, mia cara, non ne so granché. Non ci sono ancora stato, rimando sempre.”

Torino, tra le Molinette e il Valentino.
Adriano, professore ottantaduenne che ha appena perso la moglie, ha un segreto di cui si vergogna un po’: da quando Giulietta non c’è più, continua a vederla tra le corsie delle Molinette, anche se sa che non può essere vero. O forse sì?
A soccorrerlo dal dubbio di essere sull’orlo della pazzia intervengono uno stravagante tassista, per il quale è normalissimo che i morti rimangano accanto ai loro cari, e altre tre persone che incrociano la sua strada: Gemma, libraia trentenne che nel fine settimana fa la volontaria al Filo d’Argento, un call center per anziani; Olga, un’arzilla zitella ricoverata con una gamba rotta; e Fausto, giovane grafico precario fidanzato a una ragazza della Torino bene e padrone di Archibald, bracco con il vizio di darsi alla macchia proprio nel parco dove Gemma fa jogging.
Le vite di questi quattro personaggi si intrecciano, come in una danza, tra il parco e l’ospedale, dove si aggirano altre inafferrabili presenze. Perché chi l’ha detto che morendo si deve per forza andare nell’aldilà, in un paradiso perfetto, algido e lontano? Non è forse più consolante – e infinitamente più divertente – immaginare di poter restare nell’aldiquà, invisibili a tutti tranne a chi ci vorrà vedere, fantasmi della porta accanto con le piccole fissazioni e manie di sempre, con le nostre stupende imperfezioni?
Un folgorante romanzo d’esordio, che arriva dritto al cuore. Una commedia fresca e delicata, che si rivolge a tutti quelli che, almeno una volta nella vita, hanno sofferto per una perdita e che, con la sua dolcezza, aiuta a rendere più bello e abitabile il nostro fragile mondo imperfetto.

Titolo: La perfezione non è di questo mondo
Autore: Daniela Mattalia
Editore: Feltrinelli
Pagine: 176
Prezzo di copertina: € 15,00 
Uscita: giugno 2017
ISBN: 9788807032455


Daniela Mattalia, giornalista, è nata a Torino. Ha provato a vivere a Brescia, Genova e Verona prima di decidere che Milano, dove si è trasferita dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere, è il suo habitat ideale. Lavora come caporedattore a “Panorama”, dove si occupa di tutto un po’ ma in particolare di scienza, dalla medicina all’astrofisica. Vive con il marito Luca e la setterina Bughi. Feltrinelli ha pubblicato La perfezione non è di questo mondo (2017), il suo romanzo d’esordio.

A questo link il nostro incontro con Daniela.
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"La voce invisibile del vento", il nuovo romanzo di Clara Sánchez, presto in libreria

IN USCITA L'11 GENNAIO 2018

"Clara Sánchez scrive con un candore e una profondità che fanno emozionare."
(El Mundo)

"Con questo romanzo Clara Sánchez fa un ulteriore passo in avanti: piacerà ai suoi lettori e gliene farà guadagnare di nuovi."
(ABC)

Conosci la voce del silenzio?
Ti fidi del buio?
Ti fidi di te stesso?
Devi trovare una risposta, o sarà troppo tardi.

Titolo: La voce invisibile del vento
Autrice: Clara Sánchez
Editore: Garzanti
Genere: Narrativa
Uscita: 11 gennaio 2018
Pagine: 368
Prezzo (cartaceo): € 12,00
ISBN: 9788811602002

Trama:
Spagna, località di Las Marinas. Il buio della notte avvolge le viuzze del paese e il mare è nero come la pece. Julia ha perso la strada di casa: è circondata dal silenzio e sente solo la voce del vento che soffia dal mare. Non ricorda cosa sia successo: era uscita a prendere del latte per suo figlio, ma sulla strada del ritorno all’improvviso si è ritrovata in macchina senza soldi, documenti e cellulare. In pochi minuti quella che doveva essere una vacanza da sogno si è trasformata in un incubo. Per le strade non c’è nessuno, le case sulla spiaggia sembrano tutte uguali e Julia non riesce a ritrovare l’appartamento nel quale l’attendono il marito Félix e il figlio di
pochi mesi. Tra le vie oscure e labirintiche c’è solo una luce, quella di un locale notturno. A Julia non resta altra scelta che raggiungerlo, nella speranza di trovare qualcuno che l’aiuti. Qui, quasi ad aspettarla, c’è un uomo, affascinante, con la barba incolta e l’accento dell’Est Europa, che sembra sapere tante, troppe cose su di lei. Si chiama Marcus: Julia ha la sensazione di averlo già incontrato da qualche parte. Fidarsi di lui è facile. Eppure Marcus non è quello che sembra e nasconde qualcosa, come ha appena scoperto anche Félix, che sta cercando in tutti i modi di riavere Julia con sé. Ma la donna può affidarsi solo a sé stessa. Deve ascoltare il vento che continua a soffiare intorno a lei. Deve capire cosa sta accadendo. Perché è lì, nel suo istinto di sopravvivenza, che può trovare finalmente la strada di casa.

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L'autrice:
Clara Sánchez è l’unica scrittrice ad aver vinto con i suoi romanzi i tre più importanti premi letterari spagnoli: il premio Alfaguara con La meraviglia degli anni imperfetti, il premio Nadal con Il profumo delle foglie di limone, bestseller che ha venduto un milione di copie, in cima alle classifiche di vendita per anni, e il premio Planeta con Le cose che sai di me. In Italia sono tutti pubblicati da Garzanti, come anche La voce invisibile del vento, Le mille luci del mattino, Entra nella mia vita, La forza imprevedibile delle parole e l’attesissimo seguito del Profumo, Lo stupore di una notte di luce.
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Bud Spencer si racconta, attraverso la sua voce, in un audiolibro

Bud Spencer, il grande attore italiano, scomparso nel giugno 2016, torna a raccontarsi attraverso la sua voce, in un audiolibro.



Sarà proprio la sua la voce che ascolterete in questo audiolibro. Lui che si racconta in "MI CHIAMAVANO BUD", l'audio-biografia dell'attore italiano che esce il 15 dicembre 2017 in anteprima esclusiva su iTunes e Audible.it.

Un progetto autobiografico unico. La sua vita e la sua carriera, raccontati proprio da lui. Inoltre, ci saranno dei contenuti esclusivi da parte di Giuseppe, il figlio e delle persone più care a lui.

Questo è il progetto di Volume Audiobooks, , una nuova società di edizione e produzione di audiolibri. Il primo titolo pubblicato era quello dedicato a Fantozzi, letto da Paolo Villaggio.
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12 dicembre 2017

"Non camminerai più sola", il romanzo di Lisa Wingate - Mondadori

Cari lettori, oggi per la nostra rubrica LeCacciaLibri, vi proponiamo un'uscita Mondadori del mese di novembre. Si tratta di "Non camminerai più sola" di Lisa Wingate.

Titolo: Non camminerai più sola
Autore: Lisa Wingate
Editore: Mondadori
Genere: Narrativa contemporanea, romanzo
Uscita: 14 novembre 2017
Pagine: 420
Prezzo (cartaceo): € 22,00
ISBN: 9788804661795
Prezzo (ebook): € 9,99
EAN-13: 9788852083693

Il libro:
La levigata esistenza di Avery Stafford, procuratore federale nella Carolina del Sud, si circonda da sempre dei privilegi che appartengono alla ricchezza economica, alle eccellenti relazioni, alla soddisfazione che dà una professione prestigiosa. Il suo fidanzato presto le chiederà, per come sono messe le cose, di sposarla. Niente male. Ma l’incontro inatteso con una donna ricoverata, come la nonna, in un istituto, un incontro che una persona più superficiale di lei avrebbe relegato nel quaderno delle situazioni spiacevoli (da dimenticare prima possibile), le punge il cuore. Un piccolo dettaglio, un perturbamento che le rimane incollato addosso. Chi era quella donna? cosa voleva dirle? Perché ora Avery non riesce a togliersi quella sensazione di un mondo parallelo che lei non ha, o forse non ha voluto mai intuire. E qui è necessario fare un passo indietro.

Memphis, 1939. La dodicenne Rill Foss e i suoi quattro fratelli più piccoli vengono strappati alla loro vita magica a bordo di un battello sul Mississippi. È bastato che i genitori si allontanassero per una notte. Rapiti e condotti in un orfanotrofio del Tennessee, i bambini Foss sperano che i genitori vengano a salvarli ma la realtà è ben più cruda. La prospettiva è quella di essere venduti a ricche famiglie che non hanno figli e, tramite la crudele direttrice, così accadrà.

Come potrà succedere che questa drammatica vicenda trovi dolorosamente la sua strada verso la coscienza di Avery e, dopo più di mezzo secolo, le apra gli occhi su un segreto che la sua famiglia ha nascosto da lungo tempo? Il cuore non dimentica mai il luogo a cui apparteniamo e per trovare il coraggio di amare occorre intraprendere quel viaggio.

L'autrice:
Lisa Wingate è stata giornalista e ha lavorato in televisione, prima di diventare un'autrice molto amata in America. Ha vinto ed è stata nominata in diversi premi tra cui il Pat Conroy Southern Book Prize, l'Oklahoma Book Award, lo Utah Library Award e il Carol Award. È nota per il suo impegno civile. Vive nei monti Ouachita in Arkansas.
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"Hotel Silence" il romanzo più essenziale, bello, tenero e ironico di Audur Ava Ólafsdóttir, presto in libreria

IN USCITA IL 16 GENNAIO 2018

Auður Ólafsdóttir ha scritto il suo romanzo più bello, il più essenziale, tenero e ironico. Un libro che è un segno di pace, una stretta di mano laica che ci riavvicina a quanto di umano dentro di noi resiste agli orrori del mondo.

Hotel Silence (eletto Libro dell'anno dai librai islandesi) è un romanzo poetico e delicato, un inno alla capacità della vita di rigenerarsi e trasformarsi. Ed è il libro piú bello di Auður Ólafsdóttir.

Titolo: Hotel Silence
Autrice: Audur Ava Olafsdottir 
Editore: Einaudi
Genere: Narrativa moderna e contemporanea
Uscita: 16 gennaio 2018
Pagine: 200
Prezzo (cartaceo): € 18,50
ISBN: 9788806235987
Prezzo (ebook): € 9,99
ISBN: 9788858427620

Il libro:
Jónas ha quarantanove anni e un talento speciale per riparare le cose. La sua vita, però, non è facile da sistemare: ha appena divorziato, la sua ex moglie gli ha rivelato che la loro amatissima figlia in realtà non è sua, e sua madre è smarrita nelle nebbie della demenza. Tutti i suoi punti di riferimento sono svaniti all'improvviso e Jónas non sa più chi è. Nemmeno il ritrovamento dei suoi diari di gioventù, pieni di appunti su formazioni nuvolose, corpi celesti e corpi di ragazze, lo aiuta: quel giovane che era oggi gli appare come un estraneo, tutta la sua esistenza una menzogna. Comincia a pensare al suicidio, studiando attentamente tutti i possibili sistemi e tutte le variabili, da uomo pratico qual è. Non vuole però che sia sua figlia a trovare il suo corpo, e decide di andare a morire all'estero. La scelta ricade su un paese appena uscito da una terribile guerra civile e ancora disseminato di edifici distrutti e mine antiuomo. Jónas prende una stanza nel remoto Hotel Silence, dove sbarca con un solo cambio di vestiti e la sua irrinunciabile cassetta degli attrezzi. Ma l'incontro con le persone del posto e le loro ferite, in particolare con i due giovanissimi gestori dell'albergo, un fratello e una sorella sopravvissuti alla distruzione, e con il silenzioso bambino di lei, fa slittare il suo progetto giorno dopo giorno...

L'autrice:
Auður Ava Ólafsdóttir è una scrittrice islandese, nata nel 1958 a Reykjavík.
È stata insegnante di Storia dell'arte all'Università di Reykjavík e direttrice del Museo dell'Università d'Islanda.
Con Einaudi ha pubblicato tutti e quattro i suoi libri: Rosa candida (2012), La donna è un'isola (2013), L'eccezione (2014) e Il rosso vivo del rabarbaro (2016).
Molto apprezzata dai lettori francofoni, Rosa candida è stato finalista al Prix Femina e ha vinto il Prix littéraire des femmes, il Prix Page des Libraires 2010, il Prix des libraires du Québec e il Prix des Amis du Scribe 2011.
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"Liberi dal bisogno": il nuovo romanzo di fantascienza di Davide Del Popolo Riolo

Cari lettori, oggi vi segnaliamo l'uscita dell'ebook dell'amico Davide Del Popolo Riolo, per DelosDigital: "Liberi dal bisogno".

Il reddito di cittadinanza al suo estremo: cosa accadrebbe se domani nessuno dovesse più lavorare in un mondo in cui le macchine pensano a tutto?

Titolo: Liberi dal bisogno
Autore: Davide Del Popolo Riolo
Editore: DelosDigital
Genere: Fantascienza, romanzo breve
Uscita: 12 dicembre 2017
Pagine: 64
Prezzo (ebook): € 2,99
ISBN: 9788825404364

Trama:
Tommi Parnaso non ha bisogno di lavorare. Nessuno, in effetti, deve più farlo: le Intelligenze Artificiali forniscono all’umanità tutto ciò che le serve. Cibo, abiti firmati, accessori… liberi dal bisogno, gli esseri umani vivono felici. O forse no. Forse c’è una ragione dietro la scomparsa di Kiara, la fidanzata di Tommi. E, per ritrovarla, Tommi dovrà affrontare il mondo una psicosi alla volta.

Tra satira e fantascienza, Davide Del Popolo Riolo esplora le conseguenze estreme dell’accidia e del consumismo; per scoprire se davvero, come disse il Capitano Kirk, “non siamo fatti per il Paradiso”.

L'autore:
Davide Del Popolo Riolo è nato ad Asti nel 1968. Laureato in Giurisprudenza all’Università di Torino nel 1992, è avvocato e svolge la professione a Cuneo, dove vive. Ama viaggiare in Europa e in questi anni ne ha visitata una buona parte.
Fin da ragazzino ha amato la storia e la letteratura, anche e soprattutto fantascienza e fantasy, ma non solo.
Come scrittore ha esordito nel 2014 con De Bello Alieno, vincitore del Premio Odissea e in seguito il Premio Vegetti, che ha stupito proponendo un originale storia steampunk in epoca romana. Successivamente col suo secondo romanzo Non ci sono dei oltre il tempo ha vinto il premio Kipple. Un suo racconto è uscito su Robot e due romanzi brevi nella collana Robotica.it di Delos Digital.
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11 dicembre 2017

"I segreti di mia sorella" il thriller di Nuala Ellwood, prossimamente in libreria

IN USCITA IL 18 GENNAIO 2018

Due donne. Due storie. Una verità.

«Un romanzo raffinato e intenso dal cuore nero come il male.»
(The Guardian)

«Un esordio formidabile che eguaglia La ragazza del treno (e lo batte per stile).»
(The Observer)

Titolo: I segreti di mia sorella
Autore: Nuala Ellwood
Editore: Nord
Genere: Thriller
Uscita: 18 gennaio 2018
Pagine: 352
Prezzo (cartaceo): € 18,60
ISBN: 9788842930365

Trama:
È notte quando Kate arriva in stazione. Sua sorella Sally non è venuta a prenderla e, forse, è meglio così; Kate non avrebbe avuto la forza di affrontare l’ennesimo litigio. Dopo gli ultimi mesi trascorsi in Siria come corrispondente di guerra, ha già accumulato troppi brutti ricordi. E incubi. Ecco perché, mentre è a letto nella vecchia casa di famiglia, Kate pensa che il grido disperato che l’ha appena svegliata sia frutto della sua immaginazione. Eppure lo sente ancora. C’è qualcuno, nel giardino accanto. Un bambino che chiede aiuto. Kate si precipita fuori per soccorrerlo, ma il bambino è sparito. Il giorno successivo, va a bussare alla porta della vicina, la quale sostiene di non avere figli. Kate allora prova a parlarne con Sally, però nemmeno lei le crede, anzi l’accusa di essere sull’orlo della follia, schiacciata dal senso di colpa per un incidente avvenuto in Siria, per un bambino che non è riuscita a salvare. Possibile che Kate stia impazzendo? O è l’ennesima, crudele manipolazione di Sally? Cosa si nasconde dietro le tende perennemente chiuse della casa di fronte? Si tratta solo di un fantasma del passato o Kate è l’unica ad aver intuito la verità?
Grazie al ritmo serrato e alla storia spiazzante, in cui niente è come sembra, Nuala Ellwood indaga gli aspetti più oscuri dei rapporti familiari, tracciando inquietanti parallelismi tra gli orrori del mondo e quelli che si annidano dentro di noi.

L'autrice:
Nuala Ellwood si è trasferita a Londra quando aveva vent’anni per inseguire il sogno di diventare musicista. Ha cominciato a scrivere quasi per caso, ispirata dai racconti del padre giornalista, ma il suo talento è stato subito riconosciuto da pubblico e critica: I segreti di mia sorella è stato tra i romanzi più venduti in Inghilterra ed è in corso di traduzione in tutta Europa.
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"Le assaggiatrici" di Rosella Postorino - Un romanzo che ha già destato l'interesse internazionale, presto in libreria

IN USCITA L'11 GENNAIO 2018

Un romanzo che ha già riscosso un grande interesse internazionale.

“Sin dalle prime pagine ho capito che dovevo pubblicarlo. Mi ha ricordato The Reader, ma nello stesso tempo è una storia mai sentita, unica.”
(Amy Einhorn, vicepresidente di Flatiron Books, Usa)

Titolo: Le assaggiatrici
Autore: Rosella Postorino
Editore: Feltrinelli
Genere: Narrativa
Uscita: 11 gennaio 2018
Pagine: 288
Prezzo (cartaceo): € 17,00
ISBN: 9788807032691

Trama:
"Il mio corpo aveva assorbito il cibo del Führer, il cibo del Führer mi circolava nel sangue. Hitler era salvo. Io avevo di nuovo fame." Fino a dove è lecito spingersi per sopravvivere? A cosa affidarsi, a chi, se il boccone che ti nutre potrebbe ucciderti, se colui che ha deciso di sacrificarti ti sta nello stesso tempo salvando?
La prima volta che entra nella stanza in cui consumerà i prossimi pasti, Rosa Sauer è affamata. “Da anni avevamo fame e paura,” dice. Con lei ci sono altre nove donne di Gross-Partsch, un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il quartier generale di Hitler nascosto nella foresta. È l’autunno del ’43, Rosa è appena arrivata da Berlino per sfuggire ai bombardamenti ed è ospite dei suoceri mentre Gregor, suo marito, combatte sul fronte russo. Quando le SS ordinano: “Mangiate”, davanti al piatto traboccante è la fame ad avere la meglio; subito dopo, però, prevale la paura: le assaggiatrici devono restare un’ora sotto osservazione, affinché le guardie si accertino che il cibo da servire al Führer non sia avvelenato.
Nell'ambiente chiuso della mensa forzata, fra le giovani donne s’intrecciano alleanze, amicizie e rivalità sotterranee. Per le altre Rosa è la straniera: le è difficile ottenere benevolenza, eppure si sorprende a cercarla. Specialmente con Elfriede, la ragazza che si mostra più ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del ’44, in caserma arriva il tenente Ziegler e instaura un clima di terrore. Mentre su tutti – come una sorta di divinità che non compare mai – incombe il Führer, fra Ziegler e Rosa si crea un legame inaudito.
Rosella Postorino non teme di addentrarsi nell’ambiguità delle pulsioni e delle relazioni umane, per chiedersi che cosa significhi essere, e rimanere, umani. Ispirandosi alla storia vera di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf), racconta la vicenda eccezionale di una donna in trappola, fragile di fronte alla violenza della Storia, forte dei desideri della giovinezza. Come lei, i lettori si trovano in bilico sul crinale della collusione con il Male, della colpa accidentale, protratta per l’istinto – spesso antieroico – di sopravvivere. Di sentirsi, nonostante tutto, ancora vivi.

L'autrice:
Rosella Postorino ha esordito con il racconto In una capsula, incluso nell'antologia Ragazze che dovresti conoscere (Einaudi Stile Libero, 2004). Ha pubblicato i romanzi La stanza di sopra (Neri Pozza, 2007; Premio Rapallo Carige Opera Prima), L’estate che perdemmo Dio (Einaudi Stile Libero, 2009; Premio Benedetto Croce e Premio speciale della giuria Cesare De Lollis) e Il corpo docile (Einaudi Stile Libero, 2013; Premio Penne), la pièce teatrale Tu (non) sei il tuo lavoro (in Working for Paradise, Bompiani, 2009), Il mare in salita (Laterza, 2011) e Le assaggiatrici (Feltrinelli, 2018). È fra gli autori di Undici per la Liguria (Einaudi, 2015).
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Recensione "Il giardino di Elizabeth" di Elizabeth Von Arnim

Questo è il libro che è valso a Elizabeth Von Arnim il soprannome di Elizabeth del giardino.

La contessa Von Arnim, moglie del conte Henning August von Arnim, dal quale ebbe tre figlie femmine, era una donna anticonformista, a cui stavano strette le regole imposte dall’aristocrazia prussiana a cui doveva soccombere nella vita di città a Berlino. Fu per questo che si esiliò con la famiglia nel seicentesco castello Nassenheide, in Pomerania, nell’immensa tenuta dei von Arnim, ma disabitata da ben venticinque anni. Fu proprio in quell’esilio per lei paradisiaco che nel 1898 Elizabeth trascrisse su carta le emozioni vissute in quegli anni, le sue riflessioni su ciò che più conta nella vita di una donna.

Questo libro non è un’autobiografia, piuttosto un autoritratto. Di una donna caparbia, determinata, ben consapevole del luogo e dello spazio che occupa nella sua vita. Elegante, acuta, a tratti superba, dotata di quella straordinaria virtù che è l’ironia. Non ci sta ai doveri imposti dalla società d’elite, alle abitudini, alle maniere, soprattutto ai doveri, a ciò che le viene chiesto di rispettare per restare nella cerchia dei blasonati della Berlino di fine Ottocento. E così se ne va, evade per dirla tutta. Laddove nessuno dotato del buon senso aristocratico vorrebbe vivere, lei si trova a suo agio, è felice, non vorrebbe essere in nessun altro posto. Ci prova, a fare dei viaggi, ma poi l’esigenza di tornare al suo schloss, si fa impellente e deve tornare. Solo lì, nel suo giardino, Elizabeth è felice e soprattutto è libera.

La maggior parte delle Hausfrau tedesche attribuisce alla cucina e alla preparazione dei budini un’importanza capitale, e si vanta di tenere le parti in vista della casa in uno stato di perenne lindore. Ciò è degno di infinita lode, eppure vorrei sapere, e mi scuso dell’ardire, se per caso non esistano cose più importanti nella vita. Forse che vivere semplicemente e pensare in modo complesso non è la combinazione preferibile? Curare spasmodicamente la preparazione dei pasti e la spolveratura dei mobili richiede una quantità esagerata di tempo prezioso, e confesso con una certa vergogna che le mie simpatie vanno ai budini e alla grammatica. Non è giusto essere schiavi degli déi domestici, perciò dichiaro solennemente che se mai i miei mobili mi irritassero venendo a chiedermi di essere spolverati proprio quando voglio fare tutt’altro, e non ci fosse nessuno per spolverare al mio posto, li prenderei tutti e ci farei un gran falò e poi mi ci metterei davanti a scaldarmi i piedi, non senza aver venduto i piumini al primo venditore ambulante tanto debole da comprarseli.

Capirete, amici lettori, che queste erano idee rivoluzionarie per l’epoca e la società altolocata. Ecco perché Elizabeth viveva lontana dalla città, in campagna, dove poteva essere se stessa. Eppure anche all’interno del suo castello vedeva doveri a cui voleva sfuggire: il suo posto era fuori, in giardino. Il posto che è stato per lei la metafora della vita stessa. Il giardino le ha insegnato l’umiltà, la felicità, l’importanza dei fallimenti dai quali si può uscire vincitori a patto di imparare dai propri errori. Elizabeth descrive se stessa attraverso i fiori, le foglie, l’erba, il cielo. Attraverso i cavoli, le rape e il letame. La natura è completa, è funzionale nel suo insieme, proprio come un essere umano. Lei si sente viva, come la natura che la circonda, e da essa trae la linfa che alimenta la sua anima. Nella natura vede la grazia e la potenza dell’universo e ne trae esempio per essere la donna che è. 

Con una scrittura ricca e appassionata, Elizabeth Von Arnim ci regala la magia della bellezza, ci racconta la delicatezza dell’anima, ci dipinge un meraviglioso quadro fatto di descrizioni poetiche. Senza modestia si racconta attraverso le sue emozioni più profonde, i suoi ricordi, si mostra al lettore con auto criticità che però la porta spesso a tifare per se stessa, rivelandone la sincerità.

Vi lascio alla beatitudine della lettura del romanzo, non senza regalarvi un’altra citazione:
Non riuscivo a capire dove fossi, nonostante sapessi con certezza che da bambina in questi luoghi ci ho giocato infinite volte. Allora ho reagito come qualsiasi donna che si trovi in una situazione non perfettamente asciutta e comoda: ho cominciato a rimuginare sull’incertezza dell’esistenza umana e a scuotere la testa in segno di approvazione man mano che lugubri versi di poesie pessimiste mi si presentavano alla mente.
(La Books Hunter Barbara)


Lento e dolce come lo scorrere delle stagioni, il mutare dei colori del cielo e dei campi dall’estate all’autunno, e al tempo stesso modernissimo nel saper raccontare le donne, vivace nei toni, irriverente nei pensieri. Il giardino di Elizabeth (Fazi 2017), primo romanzo, in parte autobiografico, della scrittrice britannica Elizabeth Von Arnim, ruota attorno al giardino di una villa in Pomerania, nel Nord della Germania tra campi e villaggi, dove l’aristocratica protagonista si rifugia in compagnia delle sue tre bambine – la “bimba di aprile, la bimba di maggio e la bimba di giugno” -, e di due amiche. Compare a tratti anche il marito, chiamato solo “l’uomo della collera”.
Vero protagonista è il giardino, che Elizabeth cura come un figlio e descrive vividamente, come in minuti, delicati dipinti: le stagioni che si alternano, col gelo dell’inverno, la neve, le gite in slitta al chiaro di luna, i pattini. La fioritura delle rose, i tramonti dorati d’estate, i giochi delle bambine, la nebbia di novembre e i rampicanti che, a inizio autunno, cambiano colore. Le stanze silenziose, la biblioteca, il rito del the. La lontananza, fisica ma soprattutto mentale, dalla città e dalle serate noiose e pettegole dell’aristocrazia locale, per rifugiarsi in un mondo semplice e ricco di bellezza. Non succede niente di particolare nel libro di Elizabeth Von Arnim. Non ci sono colpi di scena, eppure non ci si stanca mai di leggere i pensieri della protagonista, le descrizioni dei campi e del giardino, la quotidianità leggera di questa antica casa del Nord.
Ma Elizabeth Von Arnim si rivela anche acuta critica della morale dell’epoca: la scelta della protagonista di ritirarsi in campagna, da sola con le figlie, senza uomini se non il giardiniere, poteva apparire allora incomprensibile. Le sue riflessioni e la sua ironia rivelano una donna dalla forza e dal coraggio contemporanei, che nella natura e in una voluta solitudine riesce a ritrovare se stessa, la propria forza e la propria identità.

Autore: Elizabeth Von Arnim
Titolo: Il giardino di Elizabeth
Traduttore: Sabina Terziani
Editore: Fazi
Pubblicazione: 2017
Prezzo: 16,50 euro
Pagine: 180


Nata col nome di Mary Annette Beauchamp a Kiribilli Point, in Australia, da una famiglia della borghesia coloniale inglese, Elizabeth Von Arnim era cugina della scrittrice Katherine Mansfield. Visse a Londra, Berlino, in Polonia e infine negli Stati Uniti. Si sposò due volte – entrambi matrimoni infelici – ed ebbe cinque figli, fra i cui precettori ci furono E.M. Forster e Hugh Walpole. Fra un matrimonio e l’altro, fu l’amante di H.G. Wells. Fu una scrittrice molto prolifica e di grande successo. Nel 2017 Fazi Editore ha pubblicato anche Un incantevole aprile (trovate qui la nostra recensione).

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